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Risparmio energetico in casa. Suggerimenti e consigli per risparmiare energia e ridurre il costo delle bollette

Ci piace avere case calde e accoglienti in inverno, e fresche in estate, ma le bollette energetiche che ci arriveranno condizioneranno inevitabilmente le nostre abitudini quotidiane. Infatti, secondo un osservatorio di Facile.it, un nucleo familiare italiano composto mediamente da 2,53 componenti spenderà nel 2017 solo per l\'utenza “luce” circa €622 contro €636 del 2016, per un\'abitazione di 79,43mq. Mentre per l\'utenza “gas”, secondo Sostariffe.it la spesa media è tra i €1000 e €1200 annui. Fortunatamente, con oculati aggiornamenti all\'interno della casa, progetti poco costosi e persino piccoli cambiamenti nella “routine” possono generare notevoli risparmi. Verificare il certificato A.P.E. ed il relativo indice di prestazione energetica è una prima buona abitudine, quando si è alla ricerca di una nuova casa, sia essa in affitto o in acquisto. Questa caratteristica non rappresenta purtroppo ancora un elemento decisivo e prioritario nella valutazione finale. Ciò è comprensibile se la scelta ricade in un centro storico dove gli edifici possono essere stati costruiti anche 400 o 500 anni fa, ottenendo quindi un A.P.E. in “classe G”, mentre nelle periferie o nelle provincie italiane dove vi sono oggi circa 450.000 immobili nuovi ed invenduti, con migliori performance energetiche, molte delle quali tra la “classe B e C”. Quando si è a “caccia” di una nuova casa, si dovrebbe fare attenzione anche a questi dettagli della costruzione come: infissi con vetro camera, coibentazioni e cappotti termici, tetti ventilati, elettrodomestici moderni quando presenti, luci a led, riscaldamenti a pavimento con caldaie a condensazione, sistemi di raffrescamento con tecnologia “inverter”,pannelli solari e fotovoltaici, ovvero elementi che possono avere grandi impatti sull\'utilizzo di energia domestica. Anche l\'esposizione luminosa di una casa, in direzione sud o nord, possono aumentare i costi energetici. Se la vostra “casa dei sogni” non dispone di nessuno degli elementi descritti in precedenza, non c\'è bisogno di disperarsi. Tali “mancanze” vi consentiranno di negoziare il prezzo al ribasso con il venditore o locatore. Per le valutazione di apparecchi connessi all\'anergia, elettrodomestici ed attrezzature importanti, vi rimandiamo alle indicazioni fornite dal sito www.enea.it. L\'acquisto di nuovi elettrodomestici e attrezzature efficienti è facile poichè a partire dal 1998 l\'ENEA, recependo la direttiva 92/75/CEE, ha introdotto l\'etichetta con il costo operativo stimato annuo. Di seguito troverete il dettaglio tecnico: http://www.enea.it/it/pubblicazioni/pdf-opuscoli/OpuscoloEtichettaEnergetica.pdf Con circa la metà di tutte le spese energetiche dipendenti da riscaldamento, raffreddamento, ventilazione e climatizzazione, esse dovrebbero essere una priorità per ogni proprietario di abitazione. Potete trovare “guide esperte e consigli” per un corretto efficientamento energetico anche presso i principali fornitori di servizi municipalizzati e privati. Le aziende produttrici di elettrodomestici inoltre possono offrire buone indicazioni al riguardo. Ricordiamo infine che sono tutt\'ora in vigore e possono essere utilizzati dai privati dei bonus fiscali ed agevolazioni specifiche per aggiornamenti ed efficientamento energetico, che fin da subito vi permetteranno di abbassare la fattura mensile o rendere più confortevole la vostra casa in condizioni estreme. Di seguito troverete il dettaglio tecnico: http://www.enea.it/it/Stampa/news/energia-ecobonus-e-incentivi-vademecum-enea-su-novita-e-conferme-per-il-2017
@immobiliareferroni
17 luglio 2017

AFFITTO CASA – Sono più convenienti i contratti tradizionali o l’uso turistico?

Negli ultimi anni, per i proprietari di unità immobiliari ad uso residenziale, grazie anche alla contemporanea ascesa del mercato turistico in Italia, si sono create delle nuove opportunità per far “monetizzare” al meglio il proprio immobile. E\' noto a tutti il fenomeno dei cosiddetti “AirB&B”, che, soprattutto in città d\'arte e nelle maggiori località turistiche del paese, sembrano aver soppiantato le tradizionali attività ricettive grazie a carenze nel loro sviluppo e coordinamento proprio di catene alberghiere nazionali ed internazionali, andando a colmare nicchie di mercato rese libere da alberghi, residences ecc... Per chi dispone di un immobile da locare, oltre ai tradizionali contratti previsti dalla legge nr.431/1998, ovvero il diffusissimo contratto definito “agevolato, calmierato o concordato”di tre anni con rinnovo di ulteriore due anni ed il “classico” quattro anni rinnovabile per un pari periodo, ora si prospetta anche l\'ipotesi di affittare ad un uso turistico. Va detto che per permanenze oltre i 30gg, la legge sopra indicata comunque prevedeva l\'utilizzo del contratto cosiddetto “transitorio”. Vi era ad oggi quindi la necessità di regolamentare le permanenze brevi, comunque inferiori a 30gg. Con “l\'esplosione” negli ultimi 4-5 anni di B&B, appartamenti uso turistico, ecc... ora molti proprietari sono “tentati” ed “incuriositi” da questa opportunità. Prima di tutto tale opzione è attuabile soprattutto quando l\'immobile ha un\'ubicazione in località turistiche o nelle principali città d\'arte. Nei periodi cosiddetti di “alta stagione”, optando per tale utilizzo, si renderà necessaria una notevole disponibilità temporale per gestire ogni incombenza rituale, non ultimi check in - check out. Da ricordare infine che l\'alta stagione, talvolta corrisponde ai nostri momenti di vacanza, quindi è bene esserne consapevoli e decidere se riposare e divertirsi o intraprendere un nuovo lavoro. Rimanendo a quest\'opzione, con la legge 96/2017 e D.L. n.50 del 24/4/17, in cui, all\'articolo 4, si dispone che a decorrere dal 1°giugno 2017, ai redditi derivanti dai contratti di locazione breve stipulati a partire da tale data, si applicano le disposizioni relative alla cedolare secca con l\'aliquota del 21%, a cui vanno aggiunti i costi per promuovere l\'attività sui principali motori di ricerca ed i costi per la gestione dell\'attività. Per gli appartamenti ad uso turistico è necessaria inoltre una pratica urbanistica, per destinare ufficialmente l\'immobile a tale uso, con un sensibile aggravio di costi iniziali. Poiché tali attività richiedono anche degli adempimenti burocratici autorizzativi, probabilmente non sono adatte a coloro che intendono affittare solo una stanza o un solo immobile. Le locazioni tradizionali, una volta identificato e scelto il conduttore, richiedono una gestione senz\'altro più tranquilla. Entrambi i contratti sopra menzionati prevedono un\'opzione fiscale con “cedolare secca” da pagare durante l\'anno al 10% per i contratti di durata triennale e transitori (15% dal 2018) mentre al 21% per i contratti di durata quadriennale. In tali casi vi sono solo le incombenze di registrazione e chiusura contratto presso l\'Agenzia delle Entrate a costo zero per le parti contraenti, mentre sono state eliminate le incombenze fiscali intermedie. Il locatore ha il solo obbligo di non variare il canone durante il periodo contrattuale. Queste opzioni fiscali non sono cumulabili con altre utilizzate, ad esempio per la ristrutturazione dell\'immobile. Per semplificare il concetto, potremmo paragonare la locazione turistica ad un investimento sui mercati azionari, pertanto più rischioso, mentre la locazione con i contratti tradizionali potrebbe essere assimilata ad un investimento obbligazionario, dunque con un reddito più basso ma più sicuro. Purtroppo comunque le recenti cronache giudiziarie ci hanno mostrato quanto entrambi questi investimenti monetari possano essere pericolosi: nel nostro paese al giorno d\'oggi non ci sono tutele sufficienti, persino per gli investimenti obbligazionari che dovrebbero essere meno rischiosi. Ecco dunque che investire in immobili può essere ancora conveniente, poiché nella locazione, utilizzando i contratti previsti dalla legge nr.431/1998, anche se la redditività mediamente è “bassa” almeno non c\'è rischio di perdita della proprietà o azzeramento del suo valore.
@immobiliareferroni
3 luglio 2017
condothel investimenti immobiliari

Il Condohotel, nuova opportunità d’investimento anche in Italia

A tre anni dal decreto contenuto nello \"Sblocca Italia\" per rivitalizzare contemporaneamente il comparto degli alberghi a bassa profittabilità ed il mercato delle seconde case, questi complessi \"ibridi\" immobiliari nel nostro paese non hanno ancora raccolto l\'appeal ed il successo riscontrato in paesi del mondo come gli USA ed in particolare la Florida. Dovevano «diversificare l’offerta turistica e favorire gli investimenti volti alla riqualificazione degli esercizi alberghieri». Questo è quanto si proponeva l’allora governo Renzi nel 2014. I condohotels, sono una formula turistico immobiliare molto usata negli Stati Uniti, Florida in primis, tuttavia sono presenti in note località turistiche internazionali come Caraibi, Mar Rosso in Egitto, Emirati Arabi. Si tratta — secondo la definizione contenuta in un rapporto di Scenari Immobiliari — di «alberghi aperti al pubblico, composti da una o più unità immobiliari, che forniscono alloggio, servizi accessori e vitto». Si ottengono tramite la conversione in residenziale di seconde case per il 40% per cento massimo della superficie di una struttura ricettiva, creando unità indipendenti, dotate di servizi autonomi e cucina. Problemi di contrattualistica (atti di vendita, di accatastamento, di gestione) e di natura fiscale (costi di gestione non detraibili) stanno rallentando la crescita di questa particolare forma di riqualificazione ed investimento immobiliare anche nel nostro paese. La logica commerciale dei condohotels infatti è finalizzata alla rivitalizzazione di quelle strutture che per problemi dimensionali elevati o di stagionalità, faticano ad essere remunerative. Le unità vengono vendute ad acquirenti, ma continuano ad essere affittate come una normale camera d\'albergo, attraverso un contratto di gestione, durante il quale non verrà utilizzata dal proprietario, che a sua volta potrà partecipare agli utili della gestione. Peccato che finora non abbiano avuto lo sviluppo previsto per la mancanza — scrive Scenari Immobiliari — «di chiarezza legislativa». La spiccata vocazione turistica del nostro paese potrebbe trarre straordinari benefici per rilanciare e riqualificare parti di territorio e un patrimonio immobiliare turistico già esistente e realizzato alla fine del secolo scorso, ma oggi in disuso o utilizzato solo in parte, con modesti introiti d\'esercizio.
@immobiliareferroni
26 giugno 2017
acquistare casa o affittarla

Nel 2017 è meglio acquistare casa o affittarla?

Ecco l\'eterno dilemma di chi cerca casa! La risposta sembrerebbe apparentemente facile ed immediata alla luce del crollo del costo del denaro e del rendimento degli investimenti finanziari sicuri oggi e non lascerebbe adito a dubbi sulla risposta, ovvero comprare. In merito a questa tematica molto si è scritto e si è sempre cercato di trovare una formula universalmente applicabile. In realtà non è cosi! Le condizioni che fanno propendere all\'acquisto a nostro avviso dovrebbero essere almeno le seguenti: disporre già di una quota del capitale necessaria a comprare pari almeno al 20-30% del valore dell’abitazione, se si ha bisogno di ottenere un mutuo; essere intenzionati ad abitare nella casa per almeno una decina d’anni, aver bisogno di un\'abitazione medio piccola, cercare in centri urbani di media o piccola dimensione o in quartieri di periferia.Il luogo comune diffuso che asserisce che se la rata è molto vicina a quella dell’affitto o addirittura inferiore l’acquisto è consigliabile, non è sempre vero o comunque non lo è per tutte le situazioni. I numeri riferiti alle compravendite degli ultimi anni mostrano che la convenienza del mutuo è maggiore nelle aree periferiche e negli alloggi medio piccoli. Tale dato non dovrebbe sorprendere perché gli affitti non sono direttamente proporzionali al valore delle case, ma tendono a decrescere in termini percentuali sul prezzo dell’immobile quando questo è più alto. Nelle grandi città italiane i prezzi al metro quadrato salgono considerevolmente nella compravendita, come anche le richieste dei canoni di locazione che sono influenzati al rialzo anche dal mercato turistico e studentesco. In precedenza abbiamo menzionato anche l\'acquisto mediante la concessione di un mutuo. Ancora oggi molte banche finanziano quasi interamente le compravendite. Tuttavia affinché l’acquisto risulti conveniente e soprattutto sostenibile al mutuatario, come detto, l\'intervento non dovrebbe superare il 70-80% del valore d\'acquisto immobiliare. Secondo un indagine congiunturale di Agenzia Entrate, Banca d’Italia e Tecnoborsa chi ha comprato casa nel 2015 con il mutuo, si è finanziato in media per il 64,7% del valore dell’immobile. Ci siamo inoltre precedentemente riferiti all\'intenzione o alla prospettiva di abitare l\'alloggio che si vuol comprare per almeno una decina d\'anni. Questo periodo permetterebbe di ammortizzare e spalmare i costi accessori e necessari all\'acquisto. Come è noto per avere “le chiavi in mano” vanno aggiunti costi non indifferenti: le imposte agevolate di trasferimento, (2% sul valore catastale + 100 euro se si compra da privato; il 4% sul prezzo + 600 euro se si compra dal costruttore); le spese notarili (due atti se c’è anche il mutuo), costi d\'istruttoria per il mutuo, imposta sostitutiva e perizia e gli eventuali costi per l’agenzia immobiliare.
@immobiliareferroni
2 agosto 2016
Mercato immobiliare, le grandi città trainano le compravendite
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Mercato immobiliare, le grandi città trainano le compravendite, +8,6% nel I trimestre

Buone notizie per il mercato immobiliare italiano; le grandi città trainano il mercato immobiliare. Secondo i dati dell\'Osservatorio dell\'Agenzia delle Entrate infatti, il mercato immobiliare nazionale è ancora in crescita nel primo trimestre del 2017. Il settore delle abitazioni cresce dell\'8,6%, con rialzi a doppia cifra per le compravendite di abitazioni nelle città di Firenze, Genova, Milano e Roma. Ancor più sostenuta è la crescita dei vani accessori. Cantine e soffitte, nel primo trimestre 2017 guidano la crescita con un +17%, mentre per garages e posti auto risulta un aumento in linea con quello delle abitazioni (+8,7%). In crescita anche gli scambi nel settore terziario-commerciale (+10,8%) e in quello produttivo (+12,2%). Nel primo trimestre 2017 le abitazioni compravendute sono state 122mila, quasi 10mila in più rispetto allo stesso periodo del 2016, con una crescita dell\'8,6%. Analizzando nel dettaglio i dati delle transazioni, a mostrare un tasso di variazione più elevato, seppur riferito ad un più basso numero di scambi, sono state le isole, con un +11,9%. Al nord, i rialzi sono stati vicini al 10%, prossimi all\'8% al centro, mentre al sud gli scambi sono saliti del 5,1%.
@immobiliareferroni
2 agosto 2016
Osservatorio Immobiliare Nomisma Immobiliare Ferroni

Andamento Mercato Immobiliare Verona (aggiorn. 02/2017)

Anche nel 2017 prosegue la collaborazione dell\'Immobiliare Ferroni con la società Nomisma. E\' il quinto anno infatti che forniamo il nostro rilevamento dati sul mercato  locale di Verona, contribuendo in tal modo alla stesura del famoso \"Osservatorio sul Mercato Immobiliare\" ormai prossimo ai 30 anni di attività. Se volete ricevere il rilevamento sul mercato di Verona pubblicato a Marzo 2017 potete richierlo al nostro indirizzo email: info@immobiliareferroni.com.
@immobiliareferroni
2 agosto 2016
regole per preparare la casa alla vendita

Come preparare la vostra casa alla vendita, 3 regole d’oro!

Volete mettere in vendita la vostra casa e/o affidarla ad un’agenzia immobiliare? State pensando come conquistare i potenziali acquirenti? Sappiate che il dettaglio fa la differenza. Mettere la propria casa sul mercato non è poi così banale, metterla in vendita prima che tutto sia davvero in ordine, potrebbe pregiudicare le possibilità di realizzare il massimo del valore consentito dal mercato. La primavera è storicamente tra i momenti migliori dell\'anno per prendere questa decisione e di seguito vogliamo fornirvi qualche suggerimento, prendetevi il tempo necessario e seguite questi tre semplici passaggi.
@immobiliareferroni
2 agosto 2016