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11 Cose da Fare prima di Trasferirsi in una Nuova Casa

Ecco l\'elenco definitivo di tutte le cose che dovresti fare prima di trasferirti nella tua nuova casa. Ammettiamolo, durante il trasloco in una nuova casa l\'eccitazione può giocare brutti scherzi, ed è facile dimenticare alcuni compiti importanti. Inoltre, alcune cose andrebbero fatte quando la nuova casa è ancora vuota, ovvero prima che scatole e mobili vi prendano posto. Se sei in procinto di affrontare un trasloco o un trasferimento in un\'altra città, prima di muoverti o nel caso ti sia già trasferito, controlla questa lista per sapere cosa dovrebbe essere fatto prima di stabilirti. 1. Aprire le nuove utenze Elettricità, gas, acqua, generalmente non saranno attive al tuo arrivo. Fai in modo che tutte le tue utenze vengano aperte o intestate a tuo nome prima di prendere possesso della tua nuova casa. Molti venditori entro il termine del rogito notarile si preoccupano di chiudere le proprie utenze. 2. Verificare la connessione internet Stai pianificando di vedere la finale di Champions League, il GP di F1 o l\'ultima sitcom su Netflix una volta effettuato il trasloco? Meglio sapere prima quale azienda offre il miglior pacchetto servizi o la miglior connessione internet nella zona. 3. Fare una pulizia profonda Quale momento è migliore e opportuno per effettuare una profonda pulizia di casa se non quando essa è completamente vuota? Che tu lo faccia in prima persona o che tu voglia affidarti ad una ditta specializzata, questo è il momento giusto per farlo. 4. Cambiare le serrature di casa Questa è una basilare misura di sicurezza; tuttavia, non può essere fatta fino a dopo “la firma” del rogito notarile. 5. Riconfigurare il sistema di allarme Se la casa ha già installato un sistema di sicurezza, chiama il fornitore/installatore per riconfigurare password e riconfiguare il servizio impostato. 6. Affrontare importanti ristrutturazioni L\'ultima cosa che vuoi fare è convivere con una ristrutturazione nella nuova casa quando già vi abiti. Quindi, se vuoi ridipingere la casa, cambiare un sanitario, un infisso, o fare altri lavori di ristrutturazione, pianificali con anticipo. Prima della firma del rogito notarile, attivati per effettuare sopralluoghi ed ottenere dei preventivi su tempi e costi per gli interventi che reputi necessari nella tua nuova casa. Potresti guadagnare tempo e denaro in questo modo, ma ricordati, salvo altro accordo, potrai iniziare i tuoi lavori solo quando la casa sarà tua!! 7. Stipulare una polizza assicurativa sulla casa Immagina di svegliarti una mattina con una caldaia rotta o una lavatrice che perde nella tua nuova casa. Una garanzia domestica copre i costi di riparazione di molti elettrodomestici e la copertura di base talvolta costa meno di quanto pensi. 8. Conoscere la tua nuova casa Scopri dove si trovano i tuoi contatori di luce, gas, acqua, le valvole di intercettazione principale, il “salvavita”. Così ad esempio, se durante una cena ti dovesse “saltare la corrente” saprai dove “mettere le mani” anziché chiamare i Vigili del Fuoco! 9. La casa a prova di bambino Avete bambini? Ogni anno, migliaia di bambini sono ricoverati in ospedale a causa di incidenti in casa. Quindi, prima che i tuoi “pargoli” inizino a gironzolare per casa, prendi provvedimenti per rendere completamente a prova di bambino la tua nuova casa. 10. Inoltrare la tua posta Non dimenticare di aggiornare il tuo indirizzo con il servizio postale. (Visita il sito web ufficiale di Poste Italiane per verificare il servizio “Seguimi” https://www.poste.it/prodotti/servizio-seguimi.html) Nota: questa modifica ti permetterà di ricevere periodici, riviste e giornali che già ricevi tramite abbonamento al tuo nuovo indirizzo, dopo lo spostamento. 11. Aggiornare il tuo indirizzo di fatturazione Avvisare le società di carte di credito, banche o altre istituzioni finanziarie del nuovo indirizzo. Inoltre, se acquisti spesso qualcosa da un sito web, puoi evitare un mal di testa futuro aggiornando il tuo profilo con il tuo nuovo indirizzo. Immobiliare Ferroni
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18 marzo 2018

Una nuova Opportunità nel Mercato Immobiliare: gli Ostelli della Gioventù

Nella quarta città d\'arte italiana esplode il fenomeno “Bed & Breakfast” ed “Appartamenti uso Turistico”. A Verona, in particolare nella zona centrale della città, ma non solo, già da alcuni anni è in atto un\'importante trasformazione  nell\'utilizzo degli immobili residenziali, fino a pochi anni fa destinati alla locazione tradizionale di lungo periodo, a quelli di breve o brevissima permanenza destinata ai turisti. I motivi sono semplici: reddittività compresa tra il 2% e 4% lorda annua, crescenti adempimenti burocratico-fiscali e costose morosità dei conduttori, hanno spinto numerosi proprietari ed una nuova generazione di piccoli imprenditori a ricercare maggiori soddisfazioni in un mercato, che nel 2017 ha visto transitare a Verona circa 20 milioni di turisti sempre più propensi a preferire questa “nuova” formula di ospitalità alla tradizionale offerta alberghiera. In questo scenario, da oltre 40 anni, a Verona l\'Ostello della Gioventù di Villa Francescatti, ubicato nel suggestivo rione di San Giovanni in Valle ha ospitato, come recita il loro sito web oltre 560.000 ospiti. Questa struttura ricettiva ora è chiusa ed al suo posto, dalla prossima estate, sarà operativo in via Dalla Bona, in zona Porta Palio, il nuovo Ostello della Gioventù realizzato dalla Cooperativa Sociale l’Officina dell’AIAS – Associazione Italiana Assistenza Spastici. Questa nuova struttura garantirà tuttavia solo 40 posti letto, un numero senza dubbio insufficiente per la domanda turistica cittadina. In questi giorni una nuova struttura analoga verrà inaugurata a Roma. The RomeHello in via Torino è un progetto che è stato sposato dalla Cassa Nazionale di Previdenza dei Dottori Commercialisti che ha affittato un suo immobile e ha seguito passo dopo passo i lavori di costruzione. The RomeHello offrirà 60 camere per un totale di 197 posti letto, un bar all’ingresso, una corte interna dotata di tavolo da ping -pong e abbellita da murales. Gli artisti che hanno accettato di disegnare sulle pareti dell’Ostello hanno devoluto il compenso a organizzazioni quali Amnesty International, Baobab Experience, Medici senza Frontiere e Save the Children. Questi tipi di strutture potrebbero offrire nuove opportunità di “Business” ai nostri imprenditori e contribuire alla creazione di nuove opportunità lavorative, in un paese come l\'Italia tra i “Top Ten” dei paese più visitati al mondo. In questa particolare formula di ospitalità, il nostro paese avrebbe dei margini di crescita esponenziali al cospetto di altri paesi europei e nel mondo, molto più “Maturi ed Ospitali\" con i giovani viaggiatori ed più in generale il segmento del turismo \"Low Cost\". Michele Ferroni  
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18 febbraio 2018

Bonus Casa e Legge di Bilancio 2018

Dopo l\'approvazione della legge di Bilancio 2018, le aspettative di trasformazione dei segnali di ripresa registrate in questi ultimi anni, in vera crescita per il settore immobiliare sono andate nuovamente disattese. Questo è quanto traspare dalle analisi dei provvedimenti decisi, effettuate da professionisti del settore, operatori economici ed investitori. Tutti si aspettavano di più per un comparto così strategico per l\'economia e più in generale per la tanto evocata “Ripresa”. Il mercato immobiliare, come è noto, è in grado di determinare unitamente all\'indotto diversi punti di PIL. Ma vediamo nel merito i vari provvedimenti approvati, tra bonus fiscali prorogati e novità. - Per i lavori effettuati a partire dal 1°gennaio 2018 sarà possibile beneficiare della detrazione Irpef, per un importo pari al 50% delle spese sostenute. Ciò si applica ai soli contribuenti Irpef e per le sole unità residenziali. - E\' stato introdotto il bonus verde, ovvero la detrazione del 36% e fino a 5.000 euro di spesa per la cura di giardini e terrazzi privati e prorogata al 31/12/2018 la detrazione del 50% fino a 96.000 euro di spesa per lavori di ristrutturazione effettuati nel 2018. - A partire dal 1° gennaio 2019 il bonus per lavori di ristrutturazione edilizia tornerà alla misura originaria prevista dall’art.16-bis del TUIR: la norma originaria prevede una detrazione Irpef pari al 36% delle spese sostenute, fino al limite di 48.000 euro per ciascuna unità immobiliare. - In base a quanto già previsto nella guida dell’Agenzia delle Entrate, il bonus ristrutturazioni 2018 spetta per: lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati su parti comuni di edifici residenziali, cioè su condomini (interventi indicati alle lettere a), b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001); interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia effettuati su singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e pertinenze (interventi elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001). Alcuni esempi di lavori di manutenzione ordinaria per cui è riconosciuto il bonus ristrutturazioni sono i seguenti: installazione di ascensori e scale di sicurezza realizzazione e miglioramento dei servizi igienici sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso rifacimento di scale e rampe interventi finalizzati al risparmio energetico recinzione dell’area privata costruzione di scale interne. L\'Ecobonus è stato ridotto dal 65% all’aliquota al 50% per: sostituzione e posa in opera di infissi; sostituzione e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con l’installazione di caldaie a condensazione e a biomassa; (Le caldaie a condensazione sono agevolabili al 65% se di classe A e abbinate a sistemi di termoregolazione) installazione schermature solari. tende da sole - E\' stato prorogato il “Bonus mobili”. La detrazione sarà pari al 50% della spesa sostenuta ed entro il limite di 10.000 euro. Ne potranno beneficiare i contribuenti che effettuano lavori di ristrutturazione e che acquistano mobili o grandi elettrodomestici di classe pari almeno alla A+. Dovrà essere richiesta in dichiarazione dei redditi e verrà ripartita in dieci rate di pari importo. Come già previsto dalla precedente normativa, rimarranno anche nel 2018 e fino al 31 dicembre 2021 le detrazioni per lavori di riqualificazione energetica in parti comuni del condominio e il Sisma bonus. - L’Ecobonus condomini, per il quale sono arrivate recentemente istruzioni e novità con la possibilità di cessione del credito dei condomini incapienti anche a banche e istituti di credito potrà arrivare fino al 75%. - Il Sisma bonus, per lavori effettuati fino al 31 dicembre 2021 sarà del 70%, ovvero dell’80% in caso di riduzione di due classi di rischio. La detrazione sale fino all’85% quando l’intervento è effettuato in condomini. - Tornano i contributi statali per la tutela delle dimore storiche: 10 milioni di euro per il 2019 e 20 milioni di euro a decorrere dal 2020 per gli interventi di restauro e conservazione delle dimore storiche e dei beni vincolati di proprietà privata. E 150 milioni di euro in tre anni per saldare tutti i debiti pregressi dei contributi, fermi dal 2012, alla tutela del patrimonio culturale vincolato, previsti dal Codice dei beni culturali e del paesaggio. - In tema di tassazione sui redditi da locazioni vi è la proroga della cedolare secca al 10% per i contratti residenziali a canone concordato fino al 2019 abbinato allo sconto IMU del 25% da sommarsi ad eventuali ulteriori riduzioni previste da ogni singolo Comune. Per i contratti a canone libero l\'aliquota rimane al 21%. Il comparto rimane tuttora appesantito da una zavorra fiscale senza precedenti. Tra il 2008 e il 2017 la variazione del gettito fiscale delle sole Imu e Tasi è stato pari al +91,6%. Da ricordare infine che il comparto immobiliare è stato vittima e non artefice della crisi innescata dai mercati finanziari. Ed è altresì auspicabile una nuova coscienza anche per quanto riguarda i nuovi interventi immobiliari in un mercato saturo di offerta, soprattutto di medio-bassa qualità realizzativa. A nostro avviso, si dovrebbe intervenire per riqualificare in chiave moderna ed eco compatibile prima di tutto vecchie aree produttive dismesse, piuttosto che intaccare nuovo territorio, realizzando unità immobiliari rispondenti quanto meno alle attuali esigenze della popolazione, anche in rapporto ai loro reali budget di spesa come potenziali acquirenti. Immobiliare Ferroni
@immobiliareferroni
9 gennaio 2018

Siete pronti per la Verona del Futuro?

Vediamo di seguito alcune delle scelte urbanistiche ed immobiliari che le varie amministrazioni Comunali hanno varato negli anni per la nostra città. Inutile dire che Verona dal secondo dopoguerra ad oggi è molto cambiata. Molte meraviglie purtroppo sono andate perdute per sempre. Sono nati molti quartieri, talvolta senza un progetto lungimirante, a più ampio respiro, che assecondasse l\'innata vocazione cittadina ad essere un crocevia strategico per il traffico merci ed importante sito culturale a livello quantomeno europeo. Ma i nodi vengono sempre inesorabilmente al pettine! Oggi Verona conta quasi 280 mila abitanti, ed ogni giorno vede transitare ulteriori 100/150 mila lavoratori od avventori provenienti da fuori città. Pur non avendo tangenziali milanesi o raccordi anulari romani, per percorrere 10/15 km perdiamo delle ore della nostra vita. Vi domanderete, ma tutta questa premessa cosa c\'entra? C\'entra eccome, perché questa valutazione incide sulla scelta di dove acquistare una casa, unitamente a scelte affettive, scuole ed altri servizi fondamentali. Il mercato immobiliare, come è noto a tutti, stenta ancor\'oggi a riprendersi. I prezzi del “mattone” hanno perso mediamente un 30% dal 2008 ad oggi, con timidi segnali di risalita, e solo in determinate aree. Nel 2016, nel Comune di Verona ci sono state 3006 operazioni di compravendite relative ad immobili residenziali (dato Agenzia delle Entrate). Sul mercato immobiliare cittadino oggi ci sono circa 20 mila immobili disponibili ed altri 10 mila sono vuoti o sfitti (dato aggiornato al 2015). Nonostante l\'eloquenza di questi numeri, molti imprenditori credono ancora nel mattone, senza considerare però le reali necessità del mercato. Se consideriamo: l\'inesorabile calo demografico e l\'invecchiamento della popolazione, il reale potere di spesa medio dell\'acquirente (al 30/06/17 il 55% delle transazioni residenziali sono avvenute per valori commerciali fino a €100 mila, fonte Notariato.it) l\'esplosione del fenomeno migratorio non è assolutamente in grado di partecipare alla ripartenza degli acquisti di alloggi, perchè allora non puntare alla riqualificazione di aree degradate del nostro Comune, ristrutturando dove possibile l\'esistente o realizzando edifici efficienti e funzionali pensati per un “Housing Sociale”, da non confondere con le vecchie “case popolari”? Questo modello di business e di “tipologia alternativa” nel panorama immobiliare è già presente ed apprezzata da anni, ad esempio nel Regno Unito ma non solo, dove si realizzano edifici, isolati e talvolta interi quartieri dedicati alla “Terza Età” oppure agli “Studenti Universitari”, con spazi e servizi condominiali condivisi, assecondati da fiscalità e convenzioni d\'impiego convenienti ad entrambe le parti, ovvero l\'imprenditore / developer e l\'acquirente / investitore. Secondo voi gli interventi immobiliari previsti all\'ex area Tiberghien tra borgo Venezia e San Michele, all\'ex area Cartiere tra viale Piave e il Basso Acquar, l\'area verde tra Parona ed il Nassar, i numerosi nuovi interventi in realizzazione a Quinzano / Ponte Crencano tra cui anche l\'ex area BAM in via Mameli, ma l\'elenco sarebbe lungo, contribuiranno a realizzare alloggi inaccessibili economicamente o tipologie abitative superate, oppure si sincronizzeranno alla reale necessità e/o potenzialità economica degli acquirenti di oggi e domani? Il tempo, come al solito, è sempre galantuomo! Speriamo solo di non doverci rammaricare per l\'ennesima volta delle scelte fatte dalle diverse amministrazioni comunali. Sicuramente questo rifiorire dell\'offerta immobiliare non farà certo bene ai prezzi delle case presenti sul mercato!
@immobiliareferroni
12 dicembre 2017

Attestazione di Rispondenza Canone Locazione – D.M.16/1/17

Un nuovo adempimento burocratico attende i proprietari immobiliari italiani che nel corso del 2017 hanno affittato un immobile residenziale, utilizzando la formula prevista “a canone calmierato o concordato o agevolato”, secondo l\'ex art.2, comma 3, Legge n.431 del 9-12-1998. Il Decreto Misisteriale 16.01.2017 (GU Serie Generale n.62 del 15.03.2017) prevede l\'attestazione di congruità del canone definito tra le parti, per i contratti sottoscritti e non assistiti dalle rispettive Organizzazioni della Proprietà e dei Conduttori, così come previsto dall\'art.1, comma 8, del predetto D.M.. Tale attestazione verrà rilasciata sulla base degli elementi oggettivi dichiarati dalla parte contrattuale richiedente, generalmente la parte locatrice, con dichiarazione resa dalla medesima, come da modello allegato al presente Accordo Territoriale (ALLEGATO 1), a cura e con assunzione di responsabilità, da parte di almeno una Organizzazione firmataria dell’Accordo, della rispondenza del contenuto economico e normativo del contratto all’Accordo stesso, anche con riguardo alle agevolazioni fiscali. Il 12 maggio 2017 è stato sottoscritto in Comune a Verona il nuovo accordo tra i sindacati dei proprietari immobiliari U.P.P.I. - Unione Piccoli Proprietari Immobiliari, A.P.E. - Ass. Prop. Edilizia Confedilizia, i sindacati degli inquilini S.U.N.I.A. - S.I.C.E.T. - U.N.I.A.T. e l\'Assessore alle Politiche della Casa. Tale accordo è valido per il territorio del Comune di Verona e riguarda gli affitti a canone agevolato (durata 3 anni +2 anni) e quelli per gli studenti universitari. Fino al 2016 tale Accordo era applicabile solamente ai proprietari immobiliari che disponevano di un immobile residenziale in un Comune ad alta densità abitativa. Nella provincia di Verona, oltre al Comune capoluogo vi erano inoltre: Bussolengo, Legnago, San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo, Villafranca di Verona. Da quest\'anno, tale opzione potrà essere utilizzata dai locatori in tutti i Comuni italiani.
@immobiliareferroni
24 novembre 2017

L’Amministratore di Condominio

L’amministratore di condominio è il soggetto che si occupa l’amministrazione ordinaria e straordinaria dei beni comuni e servizi ad essi connessi. Tale ruolo può essere svolto da una persona fisica o da una società in possesso dei requisiti indicati dalla legge e ricopre funzioni esecutive rispetto a quanto deciso dall’assemblea condominiale. Per la legge italiana è il “rappresentante legale del condominio” al quale sono attribuiti determinati compiti. La legge di riferimento n.220 dell’11 dicembre 2012 non definisce quale forma deve assumere l\'eventuale società bensì prescrive una serie di requisiti che l’amministratore-persona fisica deve possedere. La nomina Per la validità della nomina è sempre necessaria la maggioranza dei condomini presenti all’assemblea che rappresentino almeno la metà del valore dello stabile. Compiti e doveri dell’amministratore a) In primo luogo la rappresentanza dei condomini. Ciò significa che nell’ambito dei suoi poteri e doveri egli rappresenta i condomini e può promuovere azioni giudiziali nell’interesse del condominio, sia contro terzi sia contro i condomini. Si pensi al caso in cui debba recuperare da un condomino moroso le spese di riscaldamento. Allo stesso modo chi intende promuovere una causa contro il condominio (o anche solo inviare solleciti o comunicazioni) deve notificare presso l’amministratore tutti gli atti. b) Obblighi: l’amministratore deve: all’atto di nomina (e ad ogni rinnovo incarico) comunicare i propri dati anagrafici e professionali e il luogo dove vengono tenuti i registri dell’anagrafe condominiale, dei verbali e delle revoche nonché della contabilità specificando giorni e ore in cui gli interessati possono prenderne visione gratuitamente, stipulare una propria polizza professionale, se richiesto dai condomini come condizione per la nomina, adeguare i massimali di polizza quando nel periodo del suo incarico vengono deliberati lavori straordinari, affiggere sul luogo d\'accesso al condominio un documento riportante tutti i suoi riferimenti di contatto (o di colui il quale eserciti tale mansione pro-tempore, qualora non vi sia l\'amministratore), aprire conto corrente dedicato al condominio e a fare transitare su questo le somme ricevute (a qualunque titolo) dai condomini o da terzi e quelle erogate per conto del condominio, alla cessazione dell’incarico, consegnare tutta la documentazione in suo possesso riguardante il condominio ed i singoli condomini e ad eseguire tutte le attività urgenti per evitare danni per gli interessi comuni, agire per il recupero forzoso delle somme dovute al condominio entro 6 mesi dalla chiusura dell’esercizio salvo che l’assemblea lo dispensi espressamente. c) Doveri: l’amministratore deve sempre: eseguire le deliberazioni dell\'assemblea, convocare l’assemblea annuale per l\'approvazione del rendiconto condominiale, garantire il rispetto e l’osservanza del regolamento di condominio, disciplinare l’uso delle cose/beni comuni e l’utilizzo dei servizi in modo tale che tutti possano goderne, riscuotere i contributi, erogare le spese necessarie per la manutenzione ordinaria delle parti comuni dello stabile e per l\'esercizio dei servizi comuni, compiere tutti gli atti per conservare le parti comuni dell’edificio, aver cura degli adempimenti fiscali, tenere il registro dell’anagrafe condominiale, nel quale annotare i dati dei singoli proprietari e degli altri titolari di diritti sui singoli alloggi, specificando i dati catastali e quelli relativi alle condizioni di sicurezza delle parti comuni, aver cura della tenuta del registro dei verbali delle assemblee, aver cura della tenuta del registro di nomina e di revoca dell’amministratore, aver cura della tenuta del registro di contabilità, conservare la documentazione riguardante la propria gestione, in caso di richiesta dei condomini fornire una attestazione riguardo allo stato dei pagamenti degli oneri condominiali e allo stato delle cause in corso, predisporre il rendiconto condominiale annuale della gestione e convocare l’assemblea per la relativa approvazione entro 180 giorni. Compenso amministratore L’amministratore nel momento in cui accetta la nomina deve specificare, voce per voce, l’importo richiesto a titolo di compenso per l’attività che svolgerà. In caso di omissione di tale formalità, la nomina sarà da considersi nulla. Nomina, durata e revoca incarico amministratore La sua nomina è obbligatoria solo quando vi sono più di otto condomini. Sotto tale soglia è facoltativo. Il suo incarico dura un anno con rinnovo automatico ma l\'assemblea ha la facoltà di revocare l\'incarico con le modalità previste nel regolamento di condominio. Se il regolamento non disciplina la revoca dell’amministratore occorre una delibera favorevole dell’assemblea con la maggioranza dei presenti che rappresenti almeno la metà del valore dello stabile. La revoca può però essere anche disposta dall’autorità giudiziaria su richiesta anche solo di uno dei condomini se ricorrono alcuni gravi motivi stabiliti dalla legge ed, in particolare, quando l’amministratore non adempie agli obblighi e doveri indicati in precedenza.
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19 novembre 2017

Il Mercato Immobiliare Italiano è davvero ripartito?

Riprendendo ed analizzando le riflessioni fatte nell\'articolo apparso sul quotidiano “Il Sole 24 Ore” del 12 ottobre del giornalista Emiliano Sgambato, viene da porsi la domanda: ma il mercato immobiliare italiano è veramente ripartito? In merito a quest\'argomento si è gia scritto molto nel corso dell\'anno. Abbiamo visto numerose statistiche e previsioni tutte orientate all\'ottimismo, con incrementi di compravendite e mutui erogati dalle banche. Quindi leggo che dalle statistiche diffuse dal Notariato, in occasione del 52esimo Congresso nazionale in corso a Palermo, “il 55% degli acquisti di fabbricati (incluse le pertinenze come box e cantine) avviene per una cifra al di sotto dei 100mila euro e nel 56,5% dei casi si richiede l’applicazione dei benefici fiscali prima casa”. Questo dato conferma una tendenza che negli ultimi 2/3 anni rilevo anche nella zona dove opero prevalentemente, ovvero la città di Verona. Ciò non vuol dire che non si effettuano più operazioni immobiliari per importi di 300mila euro, 500mila euro o per importi superiori, semplicemente queste sono più episodiche ed occasionali di qualche anno fa. Un altro fatto rilevante, apparso nello scenario immobiliare italiano, espressione del momento economico difficile del nostro paese, è l\'esplosione di proposte immobiliari “arrivate”alle aste giudiziarie e fallimentari. Non tutte per la verità rappresentano, a mio avviso, delle “cosiddette” occasioni, ma solo per il fatto di essere proposte dai Tribunali, le devono per forza essere per l\'immaginario collettivo! Molti potenziali acquirenti, con budget prevalentemente medio bassi, incuriositi da questo fenomeno, hanno grandi aspettative in questo nuovo “discount immobiliare”per la ricerca di una casa da abitare o per fare trading. In attesa che l\'anno si concluda e che quindi si possano analizzare dei dati completi e definitivi, scendendo più nel dettaglio delle statistiche notarili ottenute elaborando i dati in possesso del 92% dei notai in esercizio nel primo semestre 2017, sono state effettuate a livello nazionale 401.432 compravendite di beni immobili, terreni agricoli compresi. Di queste 300.929 hanno riguardato i fabbricati residenziali destinati ad abitazione e locali pertinenziali, cioè box, cantine e posti auto. Potremmo parlare di una ripartenza del mercato, a mio avviso, quando e soltanto: a fronte di un ritorno all\'acquisto di case, da parte degli italiani e/o di investitori stranieri, nelle tante famose località di mare, lago, montagna ecc.....tasse permettendo, quando verranno vendute le oltre 450.000 case nuove, finite ed invendute, oggi presenti e disponibili nel nostro paese. quando società, professionisti ed aziende torneranno ad acquistare immobili direzionali, commerciali e produttivi. Perchè ciò accada, c\'è bisogno che l\'economia riparta seriamente, non dello zero virgola per cento e che la gente, ma soprattutto i giovani, abbiano un posto di lavoro che garantisca loro uno stipendio tale da poter giustificare, per almeno vent\'anni, una “scommessa economica” chiamata mutuo! Michele Ferroni - Immobiliare Ferroni
@immobiliareferroni
16 ottobre 2017

Ecco 4 cose che un agente immobiliare vorrebbe dirti quando acquisti una casa

L\'acquisto di una casa non è come “comprare un paio di scarpe”! Ovviamente ciò richiede un esborso economico molto più consistente, pensieri, tempo per sopralluoghi e valutazioni che precedono la decisione dell\'acquisto. Dal momento che ciò non accade così spesso, è quindi comprensibile non riuscire a gestire ogni aspetto di questo passaggio nel modo migliore. Ma indovina un po\'? C\'è qualcuno che potrebbe mostrarti come procedere dandoti i giusti consigli per raggiungere quest\'importante obiettivo, limitando considerevolmente errori e stress: il tuo agente immobiliare! Sei curioso di sapere quali sono queste cose? Leggi quali informazioni e consigli noi dell\'Immobiliare Ferroni vogliamo suggerirti, in modo da farti risparmiare tempo, costi e preoccupazioni, alla luce dell\'operazione immobiliare che ti accingi ad affrontare. 1. Sapere cosa potete permettervi prima di iniziare la ricerca Sarebbe una sciocchezza trovare la casa perfetta, se i soldi non fossero un problema. Siate realisti! Per la maggior parte delle persone, il denaro non cresce sugli alberi, ciò significa che dovranno essere prese in considerazione le proprie reali disponibilità finanziarie. Quindi, individuare la fascia di prezzo realmente accessibile, evitando di sprecare tempo a visionare o valutare l\'acquisto di immobili irraggiungibili e fuori portata. Sarebbe come andare a fare shopping in via Montenapoleone con pochi spiccioli nel portafogli! Se l\'acquisto dipendesse dall\'ottenimento di un mutuo-finanziamento, per ottenere un orientamento semplice e concreto sulle propria situazione finanziaria, sono disponibili online molti portali dedicati o programmi anche all\'interno del sito della vostra banca che, in base ad informazioni quali: reddito, risparmi e altri dettagli, possono calcolare quale intervento bancario potreste realmente ottenere. Ancor meglio sarebbe recarsi nella propria banca, dove si è già conosciuti, ed ottenere una lettera di pre-delibera del mutuo. Tale aspetto rappresenta l\'elemento più importante a favore dell\'acquirente, perché lo aiuta a muoversi velocemente nel fare un\'offerta e dal momento che il tuo prestito è già garantito dalla banca. 2. Esprimere il reale pensiero all\'agente immobiliare dopo aver effettuato una visita Molte persone ritengono “superfluo” o peggio “offensivo” esprimere il proprio parere o il proprio pensiero direttamente all\'agente immobiliare, una volta effettuata la visita all\'immobile. Sbagliato! L\'agente immobiliare non si offenderà qualora gli o le direte che l\'immobile visionato non vi piace o non fa al caso vostro! I vostri feedback ed indicazioni aiuteranno ad ottimizzare ed affinare la ricerca dell\'immobile realmente rispondente alle vostre necessità. Non ricevendo alcuna indicazione potremmo entrambi rischiare di vedere soluzioni inutili e perdere del tempo. 3. Non dovete vedere ogni casa in un raggio di 30 km Non devi guardare centinaia di proprietà per trovare quella giusta! Se ti rivolgerai ad un agente immobiliare serio, esperto e competente, non avrai bisogno di vedere tutto quello che il mercato offre. L\'agente che hai incaricato o scelto verificherà le proprietà per te assicurandoti di guardare solo quelli che soddisfa le tue esigenze. In Italia le collaborazioni in generale tra professionisti non godono di grande successo. Questo è un peccato, ma ci stiamo lavorando! Tuttavia tra professionisti seri, corretti e lungimiranti, soprattutto in periodi come gli ultimi anni dove il mercato fatica a ripartire, offrendo peraltro buone opportunità di acquisto, un efficacie collaborazione potrebbe garantire un servizio all\'acquirente ancor più mirato e personalizzato. Quindi se la prima casa che vedi è quella “giusta”, non sorprenderti! Ciò vuol solo significare che il tuo agente ha fatto bene il suo lavoro. 4. Non lasciarti condizionare dagli scenari economici o dal cambiamento delle tue necessità Certo, l\'acquisto di una casa è un grande impegno. Nel mentre, molte cose potrebbero cambiare: l\'andamento del mercato, le tue necessità di spazio, il tuo luogo lavorativo ecc.. Ok, ricordati che hai acquistato si un bene immobile, ma “rivendibile”. Se hai acceso un mutuo ventennale per acquistare la tua casa, ricordati che le valutazioni sulla “bontà dell\'acquisto” si dovranno fare alla fine o comunque non nell\'immediato. Se hai bisogno di una camera o di un bagno in più, quindi devi vendere la tua casa per acquistarne una più grande, stai vivendo il momento più favorevole per risolvere la tua necessità. Prima di tutto il costo del denaro è ai minimi storici dal dopoguerra ad oggi. Magari il mercato immobiliare oggi non ti gratifica come vorresti, ma ti permetterà di acquistare a prezzi più convenienti la tua prossima casa. Sarebbe stato peggio, ripetere la stessa operazione con condizioni di mercato estremamente favorevoli, come è accaduto agli inizi degli anni 2000. Michele Ferroni dell\'Immobiliare Ferroni, agente d\'affari in mediazione dal 1996 presso la CCIAA di Verona
@immobiliareferroni
15 settembre 2017

Sei proprietario di una casa e la vuoi vendere al meglio? Applica queste 7 strategie!

Con una prospettiva per il mercato immobiliare italiano di lenta ma progressiva ripartenza, vediamo i modi in cui i venditori possono cercare di ottenere il miglior prezzo per la loro proprietà. Il nostro mercato, a differenza degli altri ed in particolare di quelli anglosassoni, non è ancora in grado di fornire quasi in tempo reale dei dati significativi su trends ed andamenti di: compravendite, prezzi e quotazioni al metro quadrato, mutui ipotecari ed altro. Grazie ad alcuni istituti di ricerca ed autorevoli portali immobiliari tra cui: Nomisma ed Immobiliare.it, Casa.it riceviamo delle utili indicazioni, in attesa dei dati ufficiali emanati dall\'Agenzia delle Entrate. Sei proprietario di una casa e la vuoi vendere al meglio? Applica queste 7 strategie! Con una prospettiva per il mercato immobiliare italiano di lenta ma progressiva ripartenza, dove anche secondo il 2° Rapporto 2017 sul Mercato Immobiliare di Nomisma, nelle 13 grandi città monitorate dall’Osservatorio si registra una sostanziale stabilità dei prezzi delle abitazioni, esaminiamo i modi in cui i venditori possono assicurarsi di ottenere il miglior prezzo per la loro proprietà. 1. Menzionare le scuole Mentre la domanda di alloggi secondo Nomisma, attraverso un’indagine condotta su un campione rappresentativo di famiglie italiane, registra un sostanziale congelamento delle intenzioni di acquisto, la domanda di buone scuole non lo è. Se vivete in un\'area o quartiere dove sono presenti istituti scolastici o università “eccellenti”, utilizzatelo come elemento di valorizzazione della vostra proprietà. Ciò è ancora più importante in concomitanza agli inizi di scuole e corsi di laurea. Tale elemento da noi non è ancora così determinante, ma in altri paesi del mondo tale aspetto rappresenta un 30-40% degli elementi che determinano la scelta, nelle menti degli acquirenti, dove acquistare casa. 2. Approfondire le possibilità urbanistiche concesse dai Comuni Ci sono molti modi per aggiungere valore a una proprietà senza dover spendere una fortuna in home staging o ristrutturazioni per presentare la casa al meglio. Uno è quello di approfondire e sviluppare le possibilità urbanistiche previste dai vari “Piani Casa” ed affini, in particolare per case indipendenti, ville, rustici e loro pertinenze e lotti di terreno edificabili, ottenendo già il permesso di costruire o l\'approvazione del progetto. Questo piccolo investimento aiuterà gli acquirenti a vedere il pieno potenziale della vostra offerta e l\'opportunità di aggiungere valore al loro prossimo investimento. 3. Partire da un prezzo di vendita reale In un mercato saturo di offerta, i potenziali acquirenti tendono ad escludere sistematicamente le offerte presenti da troppo tempo sul mercato o quelle ritenute, a torto o ragione, “fuori prezzo”. Richiedere valutazioni da agenti immobiliari esperti e che conoscono realmente il territorio e togliere dal prezzo di vendita iniziale qualche punto percentuale per competere al meglio con quanto già presente sul mercato. Andrete ad intercettare molte visite e potrete giocarvi al meglio le vostre possibilità di vendita. 4. Utilizzare degli incentivi Se volete ottenere una vendita rapida, offrite incentivi ai potenziali acquirenti che li possano “stuzzicare l\'appetito”. Ci sono molte possibilità attuabili, ma ciò dipende dal singolo venditore. Alcuni venditori lasciano “optionals” aggiunti in un secondo momento all\'immobile compresi nel prezzo come: impianti d\'aria condizionata, stufe a pellet, impianti domotici, arredi o parti di essi, fino ad arrivare al pagamento della parcella del notaio, normalmente a carico dell\'acquirente. Per gli immobili recentemente ristrutturati si potrebbero “girare” le detrazioni fiscali residue a nome del nuovo acquirente. 5. Frazionare lotto di terreno o immobili con terreni Se si dispone di una tenuta o di una casa con lotti di terreno significativi, considerare l\'ipotesi di dividerli in modo tale da non pregiudicare l\'interesse dell\'immobile o della proprietà, bensì di rendere più accessibili e attraenti le superfici ed il prezzo richiesto. Tale ipotesi è applicabile anche nel caso di terreni edificabili o agricoli. Un questi ultimi due casi, nel primo si potrebbero invogliare più componenti dello stesso nucleo familiare ad effettuare l\'acquisto, genitori-figli ad esempio, mentre nel secondo, l\'idea di avere uno sconosciuto non gradito o un concorrente commerciale sul terreno agricolo confinante potrebbe indurre l\'acquirente ad acquistare più del necessario. 6. Visite “open day” In Italia non è ancora entrato nelle abitudini di chi vende un\'immobile, ma quando un\'immobile è sul mercato, valutare di fare una o più giornate intere dedicate alla visita di esso. Questa strategia potrebbe: intercettare più acquirenti che hanno limitate possibilità temporali per vedere immobili. Gli acquirenti inoltre possono “vivere” più a lungo la casa e vederla in diversi momenti della giornata, magari in un ambiente rilassato e già predisposto all\'accoglienza. Magari a qualcuno potrà dare fastidio, però la contemporanea presenza di più potenziali acquirenti potrebbe spingere il loro desiderio d\'acquisto e fare un\'offerta prima degli altri. 7. Avere fiducia nell\'agente immobiliare incaricato Infine, l\'agente immobiliare che avete scelto, tutte queste strategie ed altre, se è un professionista esperto e competente già le conosce e le applicherà di volta in volta nel modo migliore per arrivare a raccogliere la miglior offerta possibile. Il vostro agente ha attuato queste strategie centinaia e migliaia di volte prima. Sappiate che sul mercato, tutto può succedere, ma le cose migliori si verificano se si ha una buona strategia e la si implementa bene e con oculatezza. Siate pazienti, ascoltate i consigli e fidatevi dell\'esperienza dell\'Immobiliare Ferroni.  
@immobiliareferroni
29 agosto 2017

Risparmio energetico in casa. Suggerimenti e consigli per risparmiare energia e ridurre il costo delle bollette

Ci piace avere case calde e accoglienti in inverno, e fresche in estate, ma le bollette energetiche che ci arriveranno condizioneranno inevitabilmente le nostre abitudini quotidiane. Infatti, secondo un osservatorio di Facile.it, un nucleo familiare italiano composto mediamente da 2,53 componenti spenderà nel 2017 solo per l\'utenza “luce” circa €622 contro €636 del 2016, per un\'abitazione di 79,43mq. Mentre per l\'utenza “gas”, secondo Sostariffe.it la spesa media è tra i €1000 e €1200 annui. Fortunatamente, con oculati aggiornamenti all\'interno della casa, progetti poco costosi e persino piccoli cambiamenti nella “routine” possono generare notevoli risparmi. Verificare il certificato A.P.E. ed il relativo indice di prestazione energetica è una prima buona abitudine, quando si è alla ricerca di una nuova casa, sia essa in affitto o in acquisto. Questa caratteristica non rappresenta purtroppo ancora un elemento decisivo e prioritario nella valutazione finale. Ciò è comprensibile se la scelta ricade in un centro storico dove gli edifici possono essere stati costruiti anche 400 o 500 anni fa, ottenendo quindi un A.P.E. in “classe G”, mentre nelle periferie o nelle provincie italiane dove vi sono oggi circa 450.000 immobili nuovi ed invenduti, con migliori performance energetiche, molte delle quali tra la “classe B e C”. Quando si è a “caccia” di una nuova casa, si dovrebbe fare attenzione anche a questi dettagli della costruzione come: infissi con vetro camera, coibentazioni e cappotti termici, tetti ventilati, elettrodomestici moderni quando presenti, luci a led, riscaldamenti a pavimento con caldaie a condensazione, sistemi di raffrescamento con tecnologia “inverter”,pannelli solari e fotovoltaici, ovvero elementi che possono avere grandi impatti sull\'utilizzo di energia domestica. Anche l\'esposizione luminosa di una casa, in direzione sud o nord, possono aumentare i costi energetici. Se la vostra “casa dei sogni” non dispone di nessuno degli elementi descritti in precedenza, non c\'è bisogno di disperarsi. Tali “mancanze” vi consentiranno di negoziare il prezzo al ribasso con il venditore o locatore. Per le valutazione di apparecchi connessi all\'anergia, elettrodomestici ed attrezzature importanti, vi rimandiamo alle indicazioni fornite dal sito www.enea.it. L\'acquisto di nuovi elettrodomestici e attrezzature efficienti è facile poichè a partire dal 1998 l\'ENEA, recependo la direttiva 92/75/CEE, ha introdotto l\'etichetta con il costo operativo stimato annuo. Di seguito troverete il dettaglio tecnico: http://www.enea.it/it/pubblicazioni/pdf-opuscoli/OpuscoloEtichettaEnergetica.pdf Con circa la metà di tutte le spese energetiche dipendenti da riscaldamento, raffreddamento, ventilazione e climatizzazione, esse dovrebbero essere una priorità per ogni proprietario di abitazione. Potete trovare “guide esperte e consigli” per un corretto efficientamento energetico anche presso i principali fornitori di servizi municipalizzati e privati. Le aziende produttrici di elettrodomestici inoltre possono offrire buone indicazioni al riguardo. Ricordiamo infine che sono tutt\'ora in vigore e possono essere utilizzati dai privati dei bonus fiscali ed agevolazioni specifiche per aggiornamenti ed efficientamento energetico, che fin da subito vi permetteranno di abbassare la fattura mensile o rendere più confortevole la vostra casa in condizioni estreme. Di seguito troverete il dettaglio tecnico: http://www.enea.it/it/Stampa/news/energia-ecobonus-e-incentivi-vademecum-enea-su-novita-e-conferme-per-il-2017
@immobiliareferroni
17 luglio 2017

AFFITTO CASA – Sono più convenienti i contratti tradizionali o l’uso turistico?

Negli ultimi anni, per i proprietari di unità immobiliari ad uso residenziale, grazie anche alla contemporanea ascesa del mercato turistico in Italia, si sono create delle nuove opportunità per far “monetizzare” al meglio il proprio immobile. E\' noto a tutti il fenomeno dei cosiddetti “AirB&B”, che, soprattutto in città d\'arte e nelle maggiori località turistiche del paese, sembrano aver soppiantato le tradizionali attività ricettive grazie a carenze nel loro sviluppo e coordinamento proprio di catene alberghiere nazionali ed internazionali, andando a colmare nicchie di mercato rese libere da alberghi, residences ecc... Per chi dispone di un immobile da locare, oltre ai tradizionali contratti previsti dalla legge nr.431/1998, ovvero il diffusissimo contratto definito “agevolato, calmierato o concordato”di tre anni con rinnovo di ulteriore due anni ed il “classico” quattro anni rinnovabile per un pari periodo, ora si prospetta anche l\'ipotesi di affittare ad un uso turistico. Va detto che per permanenze oltre i 30gg, la legge sopra indicata comunque prevedeva l\'utilizzo del contratto cosiddetto “transitorio”. Vi era ad oggi quindi la necessità di regolamentare le permanenze brevi, comunque inferiori a 30gg. Con “l\'esplosione” negli ultimi 4-5 anni di B&B, appartamenti uso turistico, ecc... ora molti proprietari sono “tentati” ed “incuriositi” da questa opportunità. Prima di tutto tale opzione è attuabile soprattutto quando l\'immobile ha un\'ubicazione in località turistiche o nelle principali città d\'arte. Nei periodi cosiddetti di “alta stagione”, optando per tale utilizzo, si renderà necessaria una notevole disponibilità temporale per gestire ogni incombenza rituale, non ultimi check in - check out. Da ricordare infine che l\'alta stagione, talvolta corrisponde ai nostri momenti di vacanza, quindi è bene esserne consapevoli e decidere se riposare e divertirsi o intraprendere un nuovo lavoro. Rimanendo a quest\'opzione, con la legge 96/2017 e D.L. n.50 del 24/4/17, in cui, all\'articolo 4, si dispone che a decorrere dal 1°giugno 2017, ai redditi derivanti dai contratti di locazione breve stipulati a partire da tale data, si applicano le disposizioni relative alla cedolare secca con l\'aliquota del 21%, a cui vanno aggiunti i costi per promuovere l\'attività sui principali motori di ricerca ed i costi per la gestione dell\'attività. Per gli appartamenti ad uso turistico è necessaria inoltre una pratica urbanistica, per destinare ufficialmente l\'immobile a tale uso, con un sensibile aggravio di costi iniziali. Poiché tali attività richiedono anche degli adempimenti burocratici autorizzativi, probabilmente non sono adatte a coloro che intendono affittare solo una stanza o un solo immobile. Le locazioni tradizionali, una volta identificato e scelto il conduttore, richiedono una gestione senz\'altro più tranquilla. Entrambi i contratti sopra menzionati prevedono un\'opzione fiscale con “cedolare secca” da pagare durante l\'anno al 10% per i contratti di durata triennale e transitori (15% dal 2018) mentre al 21% per i contratti di durata quadriennale. In tali casi vi sono solo le incombenze di registrazione e chiusura contratto presso l\'Agenzia delle Entrate a costo zero per le parti contraenti, mentre sono state eliminate le incombenze fiscali intermedie. Il locatore ha il solo obbligo di non variare il canone durante il periodo contrattuale. Queste opzioni fiscali non sono cumulabili con altre utilizzate, ad esempio per la ristrutturazione dell\'immobile. Per semplificare il concetto, potremmo paragonare la locazione turistica ad un investimento sui mercati azionari, pertanto più rischioso, mentre la locazione con i contratti tradizionali potrebbe essere assimilata ad un investimento obbligazionario, dunque con un reddito più basso ma più sicuro. Purtroppo comunque le recenti cronache giudiziarie ci hanno mostrato quanto entrambi questi investimenti monetari possano essere pericolosi: nel nostro paese al giorno d\'oggi non ci sono tutele sufficienti, persino per gli investimenti obbligazionari che dovrebbero essere meno rischiosi. Ecco dunque che investire in immobili può essere ancora conveniente, poiché nella locazione, utilizzando i contratti previsti dalla legge nr.431/1998, anche se la redditività mediamente è “bassa” almeno non c\'è rischio di perdita della proprietà o azzeramento del suo valore.
@immobiliareferroni
3 luglio 2017
condothel investimenti immobiliari

Il Condohotel, nuova opportunità d’investimento anche in Italia

A tre anni dal decreto contenuto nello \"Sblocca Italia\" per rivitalizzare contemporaneamente il comparto degli alberghi a bassa profittabilità ed il mercato delle seconde case, questi complessi \"ibridi\" immobiliari nel nostro paese non hanno ancora raccolto l\'appeal ed il successo riscontrato in paesi del mondo come gli USA ed in particolare la Florida. Dovevano «diversificare l’offerta turistica e favorire gli investimenti volti alla riqualificazione degli esercizi alberghieri». Questo è quanto si proponeva l’allora governo Renzi nel 2014. I condohotels, sono una formula turistico immobiliare molto usata negli Stati Uniti, Florida in primis, tuttavia sono presenti in note località turistiche internazionali come Caraibi, Mar Rosso in Egitto, Emirati Arabi. Si tratta — secondo la definizione contenuta in un rapporto di Scenari Immobiliari — di «alberghi aperti al pubblico, composti da una o più unità immobiliari, che forniscono alloggio, servizi accessori e vitto». Si ottengono tramite la conversione in residenziale di seconde case per il 40% per cento massimo della superficie di una struttura ricettiva, creando unità indipendenti, dotate di servizi autonomi e cucina. Problemi di contrattualistica (atti di vendita, di accatastamento, di gestione) e di natura fiscale (costi di gestione non detraibili) stanno rallentando la crescita di questa particolare forma di riqualificazione ed investimento immobiliare anche nel nostro paese. La logica commerciale dei condohotels infatti è finalizzata alla rivitalizzazione di quelle strutture che per problemi dimensionali elevati o di stagionalità, faticano ad essere remunerative. Le unità vengono vendute ad acquirenti, ma continuano ad essere affittate come una normale camera d\'albergo, attraverso un contratto di gestione, durante il quale non verrà utilizzata dal proprietario, che a sua volta potrà partecipare agli utili della gestione. Peccato che finora non abbiano avuto lo sviluppo previsto per la mancanza — scrive Scenari Immobiliari — «di chiarezza legislativa». La spiccata vocazione turistica del nostro paese potrebbe trarre straordinari benefici per rilanciare e riqualificare parti di territorio e un patrimonio immobiliare turistico già esistente e realizzato alla fine del secolo scorso, ma oggi in disuso o utilizzato solo in parte, con modesti introiti d\'esercizio.
@immobiliareferroni
26 giugno 2017