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Mortgages.

Scenari immobiliari ai tempi del Coronavirus

Dopo alcuni anni di timida ripresa del mercato immobiliare italiano, dove si sono registrati incrementi del numero di compravendite, non accompagnati peraltro dalla risalita delle quotazioni al metro quadrato, l'epidemia di questo controverso virus riscriverà inevitabilmente le tendenze, l'andamento e le prospettive di crescita del mercato residenziale, commerciale e direzionale del nostro paese, ma non solo. Nonostante si possano ancora leggere online previsioni ottimistiche di crescita di mercati e quotazioni in analisi condotte da illustri società internazionali del settore, protagoniste a livello mondiale ed in grado di spostare ingenti capitali d'investimento da una parte all'altra del pianeta, ritengo che tali, alla luce di quanto sta accadendo non solo in Italia, siano tutte da riscrivere poiché formulate tra la fine 2019 ed inizio 2020, con prospettive totalmente diverse rispetto ad oggi. In attesa di avere dati certi e non previsioni, si possono tuttavia già fare delle considerazioni agli scenari che ci attendono, ma soprattutto in merito a cosa potrà cambiare a causa del nebuloso quadro economico che ci accingiamo ad affrontare. Il mercato residenziale, difficilmente potrà raggiungere le 600.000 compravendite, ovvero il dato superato lo scorso anno. Chi vorrà realizzare in tempi ragionevolmente brevi, dovrà giocoforza abbassare il prezzo di vendita e chi è presente sul mercato da molto tempo, magari 1 o 2 anni, dovrà suo malgrado accettare di rivedere seriamente al ribasso il proprio prezzo proposto, eliminando in tal modo alibi superflui come: “non ho bisogno di vendere” oppure “ma io l'avevo pagato …..euro e non voglio rimetterci”. Gli scenari del 2006-2007 sono lontani e difficilmente riproponibili. Quindi meglio accettare la realtà per evitare perdite ulteriori. Oggi possiamo leggere ovunque che il costo del denaro è ai minimi storici e quindi mai come oggi sarebbe auspicabile, opportuno e conveniente contrarre un mutuo bancario ad un favoloso tasso d'interesse! Peccato però che pochissimi istituti bancari italiani possano accedere realmente a questi canali diretti di finanziamento erogati dalla BCE, data la frammentata e malconcia galassia bancaria nostrana. E' inoltre probabile che già in fase d'istruttoria, durante la richiesta di mutuo, le banche alzino l'asticella dei requisiti per rilasciare il finanziamento e/o riducano la percentuale d'intervento creando il famoso “credit crunch”, in conseguenza al complicato scenario economico attuale, riducendo di fatto l'accesso al credito alla platea di pubblico che determina la fascia di mercato immobiliare prevalente, ovvero quella che cerca di acquistare la “prima casa”. Come è noto uno dei comparti economici più colpiti dalla diffusione del Coronavirus è quello del turismo. Negli ultimi 4/5 anni, in quest'area di business si sono riversate decine di migliaia di proprietari immobiliari italiani allettati da “leggendari guadagni” a fronte di una breve concessione dell'alloggio ed un azzeramento del rischio di morosità dell'occupante. Questo significativo “stock immobiliare”, data la compromissione del business per l'anno in corso, cercherà di ricollocarsi velocemente nel mercato delle locazioni tradizionali a lungo termine, puntando a monetizzare il più possibile, calmierando in tal modo la risicata offerta di appartamenti disponibili degli ultimi anni. I canoni di locazione subiranno, a mio avviso, una contrazione di almeno il 10/15% data la nuova offerta creatasi e soprattutto del ridotto canone potenzialmente pagabile dai conduttori a causa di buste paghe più leggere rispetto all'anno scorso (nella migliore delle ipotesi) erogate da aziende più o meno in difficoltà. La contrazioni dei canoni non subirà ulteriori riduzioni, a mio avviso, grazie ai due seguenti motivi: in questo comparto rientreranno anche coloro i quali non otterranno il finanziamento richiesto alle banche, quindi vi sarà un nuovo segmento di pubblico motivato da una reale necessità, contribuendo a mantenere alta la domanda e perché la qualità di questi alloggi sarà più alta della media presente ora sul mercato e quindi più costosa. Per quanto riguarda il mercato immobiliare commerciale, ovvero quello riferito alle botteghe e negozi, credo che tutto dipenderà dalle politiche di sostegno alle attività che adotterà il governo italiano. Il settore del commercio al dettaglio come è noto, già da anni è in difficoltà a causa prima dell'avvento dei centri commerciali e poi delle grandi piattaforme di e-commerce come “Amazon”. Questo “fermo attività”, se non adeguatamente sostenuto con politiche di tutela, riduzione e rilancio fiscale, vedrà una feroce riduzione degli “esercizi commerciali” che decideranno di riaprire, appena sarà possibile. Dal lato della proprietà, nello scenario peggiore, questi si vedrebbero liberare i propri “spazi” in una considerevole quantità, causa disdetta o peggio per morosità. Ciò comporterebbe nel medio termine una necessaria e robusta riduzione dei canoni mensili che potrebbe comunque non bastare ad incentivare l'apertura di nuove attività. Alla luce delle considerazioni appena fatte, ritengo inutile dilungarmi su prospettive e andamento del mercato delle compravendite commerciali, poiché considero evidenti i motivi che andrebbero a penalizzare l'interesse di un imprenditore ad acquistare “i muri” dove esercitare la propria attività o di un' investitore interessato ad acquistare un negozio per trarne un rendita. Per il mercato immobiliare direzionale, ovvero quello riferito agli uffici, vale in parte quanto detto in precedenza per gli esercizi commerciali, ovvero tutto dipenderà dalle politiche di sostegno che adotterà il governo italiano, questa volta però riferito alle professioni. Tuttavia credo che per molti studi professionali non vi sia altra scelta se non quello dello “sharing office” o ufficio condiviso, per cercare di ridurre i cosiddetti “costi fissi” e certi a fronte di incerti introiti. In tal senso gli uffici di grandi dimensioni, ovvero oltre i 300/400mq, manterranno delle prospettive di sviluppo e crescita. Diversamente, credo che chi possiede un ufficio di 50/100mq debba pensare seriamente a convertire la destinazione d'uso dello stesso ad un utilizzo che consideri le attuali necessità del mercato, valutando anche le diverse imposizioni fiscali che gravano sugli uffici rispetto alle abitazioni. In questo momento straordinario, credo che sarebbe auspicabile pensare a nuovi strumenti legislativi innovativi e flessibili, volti riformare le locazioni commerciali/direzionali. L'attuale impianto legislativo della Legge nr.392 del 1978, la vecchia legge sull'Equo Canone, a mio avviso è inadatta e incapace a rapportarsi e regolamentare le necessità attuali del mondo del commercio e delle professioni, dopo oltre quarantanni dall'entrata in vigore. Staremo a vedere, per il momento rimaniamo a casa e pensiamo a preservare prima di tutto la nostra salute. Michele Ferroni – Immobiliare Ferroni Copyright foto di <a href="https://pixabay.com/it/users/geralt-9301/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=4952695">Gerd Altmann</a> da <a href="https://pixabay.com/it/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=4952695">Pixabay</a>
Immobiliare Ferroni
12 Agosto 2021

Mercato immobiliare Italia ’20 – Dati finali

Il 20 maggio 2021 l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il rapporto immobiliare annuale dedicato al settore residenziale, con dati e analisi relativi alla composizione e alle dinamiche del mercato immobiliare italiano delle abitazioni nel 2020. Questo documento analizza anche l'andamento del mercato dei mutui ipotecari erogati dagli istituti di credito. In linea con le attese degli analisti, il dato registrato di 557.926 compravendite residenziali, rappresenta il - 7.7% rispetto al valore rilevato nel 2019, interrompendo in tal modo un trend positivo di crescita iniziato nel 2014. I motivi che hanno determinato il calo generalizzato delle transazioni sono attribuibili, come è noto, agli effetti del blocco delle attività economiche avviate lo scorso marzo causati dalla pandemia da Sars CoV-2 o Covid 19. Le aree di Milano e Roma rappresentano complessivamente quasi il 10% dell'intero mercato italiano. Nel documento in oggetto emergono ulteriori interessanti dati come ad esempio: la superficie media per unità abitativa compravenduta è pari a 107,5 mq che, di contro, risulta maggiore rispetto al 2019 (+1,3 mq), il taglio di abitazione maggiormente compravenduto in assoluto, anche nel 2020, sia stato quello compreso tra 50mq e 85mq, oltre 167 mila pari a circa il 30% del totale, sono state vendute abitazioni per un totale di circa 60 milioni di metri quadrati, in calo del 6,5% rispetto al 2019, i dati relativi al fatturato, ovvero la somma dei valori compravenduti, calcolato per l’anno 2020 ammonta a poco più di 89 miliardi di euro, in calo dell’8,7% rispetto al 2019 (circa 8,5 miliardi di euro meno del precedente anno), in termini relativi, il valore compravenduto medio o fatturato medio (per unità abitativa) continua a risultare più elevato è stato di 159.623 euro, con una diminuzione rispetto all’anno precedente di 1.880 euro, nel corso del 2020 sono stati registrati poco meno di 273 mila acquisti di abitazioni assistiti da mutuo ipotecario, in calo del 4,8% rispetto all’anno precedente. Sul totale delle abitazioni acquistate da persone fisiche,quelle effettuate con mutuo hanno riguardato poco più della metà degli scambi, 51%,in leggero aumento rispetto al 2019, quando erano pari al 49,5%, nel 2020, il capitale medio finanziato con mutuo ipotecario è stato di 131.500 euro, in aumento di 4.000 euro rispetto al 2019, il tasso medio applicato alle erogazioni per acquisto di abitazioni si riduce, rispetto al 2019, di ulteriori 0,20 punti percentuali portandosi all' 1,93%, segnando un nuovo minimo dall’inizio della serie storica, la durata media del mutuo è in lieve aumento a 23,5 anni, la rata media si mantiene nel complesso stabile intorno ai 580 euro. In conclusione il dato sulle locazioni. Nel 2020 il numero di nuovi contratti di locazione registrati, tra uso abitativo ed uso non abitativo, è stato di 1.587.867, il 12% circa in meno rispetto al 2019. Tali contratti hanno interessato quasi 1,9 milioni di immobili. Relativamente ai soli contratti ad uso, questi ammontano a 1.289.339, in calo dell’8,8% rispetto al dato del 2019. Quasi il, 79% di questi è stato affittato con un contratto a lungo termine delle durata di 3 e 4 anni. Vi aspetto il mese prossimo sul blog dell'Immobiliare Ferroni dove potrete trovare anche i dati regionali e locali di Verona e provincia. Michele Ferroni - Immobiliare Ferroni Copyright immagine: <a href='https://it.123rf.com/profile_waldemarus'>waldemarus</a>
Immobiliare Ferroni
24 Maggio 2021

Il Mercato Immobiliare Italiano è davvero ripartito?

Riprendendo ed analizzando le riflessioni fatte nell'articolo apparso sul quotidiano “Il Sole 24 Ore” del 12 ottobre del giornalista Emiliano Sgambato, viene da porsi la domanda: ma il mercato immobiliare italiano è veramente ripartito? In merito a quest'argomento si è gia scritto molto nel corso dell'anno. Abbiamo visto numerose statistiche e previsioni tutte orientate all'ottimismo, con incrementi di compravendite e mutui erogati dalle banche. Quindi leggo che dalle statistiche diffuse dal Notariato, in occasione del 52esimo Congresso nazionale in corso a Palermo, “il 55% degli acquisti di fabbricati (incluse le pertinenze come box e cantine) avviene per una cifra al di sotto dei 100mila euro e nel 56,5% dei casi si richiede l’applicazione dei benefici fiscali prima casa”. Questo dato conferma una tendenza che negli ultimi 2/3 anni rilevo anche nella zona dove opero prevalentemente, ovvero la città di Verona. Ciò non vuol dire che non si effettuano più operazioni immobiliari per importi di 300mila euro, 500mila euro o per importi superiori, semplicemente queste sono più episodiche ed occasionali di qualche anno fa. Un altro fatto rilevante, apparso nello scenario immobiliare italiano, espressione del momento economico difficile del nostro paese, è l'esplosione di proposte immobiliari “arrivate”alle aste giudiziarie e fallimentari. Non tutte per la verità rappresentano, a mio avviso, delle “cosiddette” occasioni, ma solo per il fatto di essere proposte dai Tribunali, le devono per forza essere per l'immaginario collettivo! Molti potenziali acquirenti, con budget prevalentemente medio bassi, incuriositi da questo fenomeno, hanno grandi aspettative in questo nuovo “discount immobiliare”per la ricerca di una casa da abitare o per fare trading. In attesa che l'anno si concluda e che quindi si possano analizzare dei dati completi e definitivi, scendendo più nel dettaglio delle statistiche notarili ottenute elaborando i dati in possesso del 92% dei notai in esercizio nel primo semestre 2017, sono state effettuate a livello nazionale 401.432 compravendite di beni immobili, terreni agricoli compresi. Di queste 300.929 hanno riguardato i fabbricati residenziali destinati ad abitazione e locali pertinenziali, cioè box, cantine e posti auto. Potremmo parlare di una ripartenza del mercato, a mio avviso, quando e soltanto: a fronte di un ritorno all'acquisto di case, da parte degli italiani e/o di investitori stranieri, nelle tante famose località di mare, lago, montagna ecc.....tasse permettendo, quando verranno vendute le oltre 450.000 case nuove, finite ed invendute, oggi presenti e disponibili nel nostro paese. quando società, professionisti ed aziende torneranno ad acquistare immobili direzionali, commerciali e produttivi. Perchè ciò accada, c'è bisogno che l'economia riparta seriamente, non dello zero virgola per cento e che la gente, ma soprattutto i giovani, abbiano un posto di lavoro che garantisca loro uno stipendio tale da poter giustificare, per almeno vent'anni, una “scommessa economica” chiamata mutuo! Michele Ferroni - Immobiliare Ferroni
Immobiliare Ferroni
16 Ottobre 2017

Ecco 4 cose che un agente immobiliare vorrebbe dirti quando acquisti una casa

L'acquisto di una casa non è come “comprare un paio di scarpe”! Ovviamente ciò richiede un esborso economico molto più consistente, pensieri, tempo per sopralluoghi e valutazioni che precedono la decisione dell'acquisto. Dal momento che ciò non accade così spesso, è quindi comprensibile non riuscire a gestire ogni aspetto di questo passaggio nel modo migliore. Ma indovina un po'? C'è qualcuno che potrebbe mostrarti come procedere dandoti i giusti consigli per raggiungere quest'importante obiettivo, limitando considerevolmente errori e stress: il tuo agente immobiliare! Sei curioso di sapere quali sono queste cose? Leggi quali informazioni e consigli noi dell'Immobiliare Ferroni vogliamo suggerirti, in modo da farti risparmiare tempo, costi e preoccupazioni, alla luce dell'operazione immobiliare che ti accingi ad affrontare. 1. Sapere cosa potete permettervi prima di iniziare la ricerca Sarebbe una sciocchezza trovare la casa perfetta, se i soldi non fossero un problema. Siate realisti! Per la maggior parte delle persone, il denaro non cresce sugli alberi, ciò significa che dovranno essere prese in considerazione le proprie reali disponibilità finanziarie. Quindi, individuare la fascia di prezzo realmente accessibile, evitando di sprecare tempo a visionare o valutare l'acquisto di immobili irraggiungibili e fuori portata. Sarebbe come andare a fare shopping in via Montenapoleone con pochi spiccioli nel portafogli! Se l'acquisto dipendesse dall'ottenimento di un mutuo-finanziamento, per ottenere un orientamento semplice e concreto sulle propria situazione finanziaria, sono disponibili online molti portali dedicati o programmi anche all'interno del sito della vostra banca che, in base ad informazioni quali: reddito, risparmi e altri dettagli, possono calcolare quale intervento bancario potreste realmente ottenere. Ancor meglio sarebbe recarsi nella propria banca, dove si è già conosciuti, ed ottenere una lettera di pre-delibera del mutuo. Tale aspetto rappresenta l'elemento più importante a favore dell'acquirente, perché lo aiuta a muoversi velocemente nel fare un'offerta e dal momento che il tuo prestito è già garantito dalla banca. 2. Esprimere il reale pensiero all'agente immobiliare dopo aver effettuato una visita Molte persone ritengono “superfluo” o peggio “offensivo” esprimere il proprio parere o il proprio pensiero direttamente all'agente immobiliare, una volta effettuata la visita all'immobile. Sbagliato! L'agente immobiliare non si offenderà qualora gli o le direte che l'immobile visionato non vi piace o non fa al caso vostro! I vostri feedback ed indicazioni aiuteranno ad ottimizzare ed affinare la ricerca dell'immobile realmente rispondente alle vostre necessità. Non ricevendo alcuna indicazione potremmo entrambi rischiare di vedere soluzioni inutili e perdere del tempo. 3. Non dovete vedere ogni casa in un raggio di 30 km Non devi guardare centinaia di proprietà per trovare quella giusta! Se ti rivolgerai ad un agente immobiliare serio, esperto e competente, non avrai bisogno di vedere tutto quello che il mercato offre. L'agente che hai incaricato o scelto verificherà le proprietà per te assicurandoti di guardare solo quelli che soddisfa le tue esigenze. In Italia le collaborazioni in generale tra professionisti non godono di grande successo. Questo è un peccato, ma ci stiamo lavorando! Tuttavia tra professionisti seri, corretti e lungimiranti, soprattutto in periodi come gli ultimi anni dove il mercato fatica a ripartire, offrendo peraltro buone opportunità di acquisto, un efficacie collaborazione potrebbe garantire un servizio all'acquirente ancor più mirato e personalizzato. Quindi se la prima casa che vedi è quella “giusta”, non sorprenderti! Ciò vuol solo significare che il tuo agente ha fatto bene il suo lavoro. 4. Non lasciarti condizionare dagli scenari economici o dal cambiamento delle tue necessità Certo, l'acquisto di una casa è un grande impegno. Nel mentre, molte cose potrebbero cambiare: l'andamento del mercato, le tue necessità di spazio, il tuo luogo lavorativo ecc.. Ok, ricordati che hai acquistato si un bene immobile, ma “rivendibile”. Se hai acceso un mutuo ventennale per acquistare la tua casa, ricordati che le valutazioni sulla “bontà dell'acquisto” si dovranno fare alla fine o comunque non nell'immediato. Se hai bisogno di una camera o di un bagno in più, quindi devi vendere la tua casa per acquistarne una più grande, stai vivendo il momento più favorevole per risolvere la tua necessità. Prima di tutto il costo del denaro è ai minimi storici dal dopoguerra ad oggi. Magari il mercato immobiliare oggi non ti gratifica come vorresti, ma ti permetterà di acquistare a prezzi più convenienti la tua prossima casa. Sarebbe stato peggio, ripetere la stessa operazione con condizioni di mercato estremamente favorevoli, come è accaduto agli inizi degli anni 2000. Michele Ferroni - Immobiliare Ferroni Foto Copyright: <a href='https://it.123rf.com/profile_dolgachov'>dolgachov</a> Foto Copyright: <a href='https://it.123rf.com/profile_fizkes'>fizkes</a>
Immobiliare Ferroni
15 Settembre 2017

Mercato immobiliare, le grandi città trainano le compravendite, +8,6% nel I trimestre

Buone notizie per il mercato immobiliare italiano; le grandi città trainano il mercato immobiliare. Secondo i dati dell'Osservatorio dell'Agenzia delle Entrate infatti, il mercato immobiliare nazionale è ancora in crescita nel primo trimestre del 2017. Il settore delle abitazioni cresce dell'8,6%, con rialzi a doppia cifra per le compravendite di abitazioni nelle città di Firenze, Genova, Milano e Roma. Ancor più sostenuta è la crescita dei vani accessori. Cantine e soffitte, nel primo trimestre 2017 guidano la crescita con un +17%, mentre per garages e posti auto risulta un aumento in linea con quello delle abitazioni (+8,7%). In crescita anche gli scambi nel settore terziario-commerciale (+10,8%) e in quello produttivo (+12,2%). Nel primo trimestre 2017 le abitazioni compravendute sono state 122mila, quasi 10mila in più rispetto allo stesso periodo del 2016, con una crescita dell'8,6%. Analizzando nel dettaglio i dati delle transazioni, a mostrare un tasso di variazione più elevato, seppur riferito ad un più basso numero di scambi, sono state le isole, con un +11,9%. Al nord, i rialzi sono stati vicini al 10%, prossimi all'8% al centro, mentre al sud gli scambi sono saliti del 5,1%.
Immobiliare Ferroni
2 Agosto 2016