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E’ possibile affittare la prima casa?

Oggi più che mai, dopo aver acquistato la “prima” casa, gli scenari posso cambiare rapidamente generando nuove necessità, tra cui appunto quella di affittare la propria “prima” casa, per motivi economici o per una diversa esigenza di spazio. Chi ha acquistato recentemente un'abitazione, ricorderà le domande poste dal notaio e cosa ha dovuto dichiarare in sede di rogito per ottenere lo “sconto fiscale” ovvero per ottenere l'aliquota fiscale ridotta al 2% acquistando da privato oppure 4% acquistando dal costruttore/impresa edile. Con una normativa così complicata, è del tutto normale porsi dei dubbi come, ad esempio, quelli in materia di affitto, ovvero se è possibile acquistare una casa con l'agevolazione fiscale per poi affittarla. La risposta è si, e fin da subito! In realtà per usufruire delle agevolazioni fiscali “prima casa” non é necessario mantenere la residenza in quell’abitazione (circolari Agenzia Entrate n. 38 del 12/08/2005, n. 19/E del 01/03/2001 e n. 1/E del 02/03/1994). La legge specifica che si deve mantenere la residenza nel Comune ove é ubicato l’immobile, ma non necessariamente nell'immobile acquistato, nella via e al numero civico di quest’ultimo. Quindi, sarebbe possibile ad esempio dare in affitto la “prima” casa e andare ad andare a vivere in un altro immobile, magari ottenuto in comodato gratuito da un parente. Questa opportunità non è praticabile invece acquistando un immobile considerato di lusso, ovvero appartenente alla categoria catastale A/1 o ad essa riconducibile, in base alle caratteristiche tecniche dello stesso, come ad esempio la dimensione di 200/300mq. Naturalmente se nella “prima” casa non ci si abita, si vanno a perdere tutte quelle agevolazioni legate alla tassazione locale come IMU e TASI, poichè per definizione si applicano e se ne godono solamente abitandola. Diverso invece é il discorso relativo alla detrazione degli interessi passivi sul mutuo. Per poter detrarre dall’IRPEF il 19% degli interessi passivi, é necessario prendere la residenza non solo nel Comune in cui è ubicato l'immobile, ma specificatamente nello stesso per il quale si è ottenuto il mutuo. Quindi, in conclusione, in caso d'affitto, si manterranno i benefici sulle tasse pagate, ma non si potranno detrarre gli interessi dall’IRPEF,(Nella prossima legge finanziaria 2020 si parla di ridurli al 17%!!) e si pagheranno le imposte locali. Immobiliare Ferroni
Immobiliare Ferroni
21 Settembre 2019

Mercato immobiliare italiano 2020 – 2030

Continua l'ottimismo e l'euforia nel mercato immobiliare italiano, alla luce dell'ennesimo incremento delle compravendite registrate nel 2018 rispetto all'anno precedente con un valore complessivo di 578.647 (residenziale, commerciale, pertinenze, ecc.) pari ad un +6,5% rispetto all'anno precedente, quinto tasso annuale consecutivo di segno positivo. Ricordo che l'apice di tale parametro era stato raggiunto nel 2006 con 845.051 transazioni. Tutto bene quindi, non proprio! Il mercato immobiliare italiano poggia su fondamenta fragili. Senza fare riferimento alle criticità idrogeologiche e sismiche del nostro territorio, le dinamiche che determinano o motivano le persone ad acquistare o a vendere un immobile, sono storicamente riconducibili ai seguenti fattori: • incremento/decremento della fiducia circa il futuro (lavoro, salute, finanza, ecc.), • incremento/decremento dell’imposizione fiscale sugli immobili, • incremento/decremento della volatilità di investimenti alternativi (azioni, fondi, ecc.), • incremento dell’inflazione (casa = bene rifugio), • incremento/decremento del potere di acquisto reale degli abitanti, • incremento/decremento del costo del danaro (cioè della rata mensile del mutuo), • incremento/decremento della facilità nell’ottenere finanziamenti per acquistare casa, Ma il dato che influenza maggiormente le scelte d'acquisto di un immobile, a prescindere dalla sua destinazione d'uso, rimane principalmente l'ottenimento di un mutuo. Il comparto residenziale, ovvero il mercato prevalente del nostro paese, nel 2018 ha registrato circa 283 mila acquisti di abitazioni assistite da mutuo ipotecario, in aumento rispetto al 2017 dell’8,8%, ma sul totale delle abitazioni acquistate da persone fisiche, quelle acquistate grazie ad un mutuo, hanno riguardato circa il 55% degli scambi. Dopo questa doverosa panoramica sul recente passato, le analisi formulate da importanti società finanziarie internazionali in merito alle prospettive del mercato immobiliare italiano, delineano degli scenari abbastanza diversi dagli attuali, e sicuramente peggiorative rispetto al presente relativamente alle compravendite. Questo a causa dei seguenti fattori: • calo demografico della popolazione, • nr. di nuclei familiari pressoché stabile, almeno dal 2012 ad oggi, • la fusione in grandi gruppi bancari con conseguente drastica riduzione delle realtà bancarie del territorio, che selezioneranno sempre più la clientela richiedente un mutuo al fine di ridurre le loro sofferenze, NPL ecc..., • invecchiamento della popolazione, incremento/decremento del potere di acquisto reale degli abitanti, • impatto delle variazioni in decremento del reddito medio percepito dalla popolazione a causa della precarietà lavorativa, disoccupazione, ecc.., • incremento costi di costruzione/ristrutturazione per realizzare immobili con prestazioni energetiche elevate e conseguente incremento medio dei valori al mq. Alla luce di tali fattori, il mercato immobiliare dovrà essere in grado di recepire le mutate condizioni in particolar modo legate alla disponibilità economica degli acquirenti, ai nuovi nuclei familiari, spazi abitativi ridotti rispetto al passato capaci di prevedere anche spazi dedicati all'attività lavorativa in funzione dei nuovi modi di lavorare “a distanza”, all'età media degli acquirenti probabilmente più anziana e quindi con specifiche necessità funzionali. E' probabile quindi che l'altissimo tasso di proprietà immobiliare vantato dal popolo italiano, il secondo al mondo dopo il Giappone, nei prossimi anni vedrà una sensibile migrazione a favore della locazione. Ciò dipenderà principalmente, come detto, dalla capacità del mercato immobiliare e degli attori che lo determinano di realizzare proposte immobiliari realmente innovative e il più possibile rispondenti alle mutate necessità e possibilità della popolazione. Solo così l'attuale trend di crescita potrà essere mantenuto. Michele Ferroni - Immobiliare Ferroni
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25 Maggio 2019

Le Locazioni a Verona e in Italia dopo l’esplosione del “fenomeno” B&B

Mentre si sprecano in questi giorni articoli dai toni trionfalistici, che riportano una recente indagine Istat relativa all'andamento del mercato delle compravendite del mattone italiano 2018, con un +4,8% sul 2017, conosceremo in questo post l'andamento del mercato delle locazioni in Italia e più nello specifico nel Comune di Verona nel 2017, ultimo anno disponibile al momento, incrociando e decifrando i pochi e sommari dati statistici disponibili, e come questi siano stati nel corso degli ultimi 4/5 anni radicalmente cambiati dall'esplosione del fenomeno “B&B”. Gli unici dati certi di partenza sono rappresentati dal dato nazionale 2017 sulle nuove locazioni residenziali registrate in Italia, ovvero 1.373.091 con un -0,8% rispetto al 2016. In base ai dati a nostra disposizione e ricavati dall'Agenzia delle Entrate, possiamo ragionevolmente affermare che nel 2017 nel Comune di Verona si sono registrati almeno 8000 nuovi contratti di locazioni residenziali. Secondo un report sull'andamento del mercato immobiliare a Verona, che abbiamo ricevuto da Nomisma nel corso di questo mese di aprile, questo afferma che il 60% ca. della domanda locale di immobili residenziali è rivolto alla locazione. E' curioso e significativo rilevare come l'oltre 1.370.000 di abitazioni locate a livello nazionale, secondo l'AdE rappresenti solo il 6% dello stock potenzialmente disponibile, cui corrispondono poco meno di 4,8 miliardi di euro di canone totale, per quasi 73 milioni di metri quadrati di superficie delle abitazioni prese in affitto. Parallelamente alle locazioni tradizionali dominate dai famosi “patti in deroga” alla vecchia legge nr.392 del 1978 ad equo canone, ed alla riforma del 1998 con la legge nr.431 che ha dato vita tra 'altro al “famoso” contratto di 3 anni + 2 anni, anche a Verona nascevano i primi B&B a metà anni '90, che hanno iniziato a dare ospitalità per una breve durata prevalentemente a turisti. Ora nel 2019 il fenomeno è letteralmente esploso ed a Verona città vi sono 3872 unità ricettive tra centro storico e quartieri limitrofi. Quest'ultimo dato riporta le strutture ufficiali, tuttavia sembra che sui portali del settore, come ad esempio Booking e AirB&B, siano presenti oltre 5000 proposte disponibili. Questo fenomeno ha assunto una rilevanza tale ed in diversi ambiti, che sta determinando cambiamenti importanti nel mercato immobiliare nazionale e locale. Infatti a fare da contraltare alla stagnazione dei prezzi nelle compravendite, si registra una maggiore vitalità del segmento locativo, le cui quotazioni hanno ripreso a crescere già da alcuni semestri grazie a questa nuova componente di utilizzo temporaneo (turistico, professionale e sanitario). I vantaggi per i proprietari sono evidenti sul piano della redditività e dei minori rischi di inadempienze, ma la portata di tale fenomeno produce allo stesso tempo effetti di spiazzamento della domanda tradizionale (famiglie, single e studenti) che si è trovata improvvisamente a fronteggiare una significativa riduzione dell'offerta, in alcune città anche del 40%-50% in meno rispetto a pochi anni fa ed un aggravio in termini di onerosità non riconducibile all’evoluzione dei redditi. Secondo quanto indicato dal report di dicembre 2018 de i “Quaderni dell’Osservatorio - Appunti di Economia immobiliare”, sul fronte della locazione, per i prossimi 12 mesi, le rilevazioni evidenziano un aumento delle famiglie intenzionate a prendere in affitto un’abitazione, con oltre 2 milioni di nuclei già sul mercato o che intendono attivarsi, per un valore complessivo potenziale annuo di fatturato del settore nell’ordine di 11,3 miliardi di euro. Negli ultimi dieci anni la domanda di affitto ha subito profonde modificazioni a causa di alcune nuove dinamiche intercorse: da una parte i lunghi anni di crisi economica hanno ridotto la capacità di spesa delle famiglie, dall’altra la precarietà del lavoro per le generazioni più giovani, una nuova cultura della mobilità lavorativa, il minore attaccamento dei giovani adulti alla proprietà del bene casa, la preferenza a vivere nelle città, ben infrastrutturate dal punto di vista di servizi e opportunità, ma con mercati della locazione meno accessibili dal punto di vista economico. Alla luce di quanto evidenziato in questo post, è probabile che nel corso di questi prossimi anni, gli italiani decideranno di optare sempre di più ad offrire le proprie abitazioni ad un utenza turistica e/o professionale, per una breve permanenza, in cerca di alte redditività a basso rischio. Per contro l'offerta tradizionale tenderà a ridursi considerevolmente, costando molto di più rispetto a pochi anni fa. Nasceranno anche in Italia e a Verona i condohotel? Staremo a vedere... Michele Ferroni - Immobillare Ferroni
Immobiliare Ferroni
26 Aprile 2019

Mercato Immobiliare: più ombre che luci…

L'anno 2018 si è appena concluso con un 6,5% di incremento delle compravendite immobiliari pari a circa 580.000 transazioni. In merito a questo valore apparentemente incoraggiante si devono fare tuttavia alcune riflessioni: i prezzi del mattone sono ovunque, tranne pochissimi casi, in flessione. Secondo gli autorevoli punti di vista dell'Osservatorio Immobiliare di Nomisma e dell'Istat, le compravendite residenziali nel 2019 continueranno a crescere, ma a un ritmo molto più contenuto rispetto a quello degli ultimi anni (del 2-3% contro il 6,5% del 2018), con stime ancora più al ribasso per il 2020 e il 2021. L’entità del rallentamento dipenderà dall’efficacia delle misure di politica economica poste in essere dal Governo, oltre che dalla disponibilità del sistema bancario, già peraltro in forte sofferenza per note crisi sistemiche, a supportare il desiderio di tanti italiani ad acquistare un immobile, visto il sempre più precarizzato mondo del lavoro al quale si accompagna una maggiore precarietà reddituale. Con la sola eccezione di Milano, metropoli di dimensione e prestigio internazionale, l'Italia continua in una preoccupante stagnazione delle quotazioni degli immobili, in costante calo, che la pone nel poco invidiabile ruolo di fanalino di coda in Europa. Da cosa dipende allora il trend positivo delle compravendite? Secondo noi si tratta di operazioni prevalentemente orientate all'acquisto della prima casa e di valore di mercato mediamente inferiori ai 200.000 €, per le quali le famiglie stanno impegnando le ultime risorse di risparmio disponibili, magari ricorrendo a mutui come “extrema ratio”. Che fare dunque per invertire la rotta? La risposta non è semplice, dato che le variabili in gioco sono molteplici: senza un maggiore potere d'acquisto delle famiglie ed una stabilizzazione dei contratti lavorativi difficilmente le persone continueranno a riporre nelle case di proprietà il proprio sogno. Soprattutto le fasce giovanili della popolazione, senza più il sostegno finanziario della propria famiglia, non solo non saranno in grado di acquistare un immobile, ma nemmeno permettersi di affittarne uno in molti quartieri delle città italiane. Il compito della politica dovrebbe essere quello di garantire un diritto sancito costituzionalmente come quello alla casa. A livello locale inoltre negli ultimi anni, a causa del taglio ai trasferimenti agli enti territoriali, sono letteralmente schizzate alle stelle tasse ed imposte locali, come addizionali Irpef, Imu, Irap e Tasi generando enormi introiti che non stati trasformati in servizi alla collettività, come ad esempio un piano organico di housing sociale, destinato a giovani ed anziani, oggi le fasce più vulnerabili della popolazione. Michele Ferroni - Immobiliari Ferroni
Immobiliare Ferroni
28 Marzo 2019

Acquisto prima Casa nel 2019 – Agevolazioni e Requisiti

Anche per quest'anno sarà possibile godere di alcune agevolazioni per l'acquisto della “prima casa”, soprattutto per chi acquista da privati. Si tratta per lo più di proroghe di quanto già previsto nelle leggi finanziarie del 2017 e 2018. Coloro che beneficeranno del bonus sulla “prima casa” potranno godere anche di una riduzione dell’IVA, di detrazioni Irpef e del credito d’imposta. Potranno accedere a tali agevolazioni anche le imprese, con aliquote ed imposte differenti rispetto al soggetto privato. Ecco in sintesi di cosa si tratta: • riduzione IVA ordinaria dal 10% al 4% valida per i contribuenti che acquistano la casa direttamente dall’impresa esecutrice dei lavori, pagando in misura fissa 200 euro per imposta ipotecaria e catastale; • imposta ipotecaria e catastale in misura fissa di 200 euro su acquisti per successioni o donazioni; • imposta di registro al 2% quando si acquista un’immobile da privati, con imposta catastale e ipotecaria che ammontano rispettivamente a 50 euro; • I compensi pagati a soggetti di intermediazione immobiliare per l'acquisto di un immobile da adibire ad abitazione principale sono detraibili dall'IRPEF nella misura del 19%, su un importo massimo di 1000 euro; • credito d’imposta per coloro che vendono e riacquistano casa entro 12 mesi, in sostanza sottraendo l’imposta da pagare con quella già pagata per l’acquisto della precedente abitazione. Le abitazioni che rientrano nei requisiti fanno parte delle seguenti categorie catastali: di tipo civile (A2); economico (A3); popolare (A4); ultrapopolare (A5); rurale (A6); villini (A7); alloggi tipici dei luoghi (A11). Sono escluse le abitazioni di pregio (A1), cioè le signorili, ville, castelli e palazzi storici. L’immobile deve essere ubicato nel Comune di residenza del nuovo proprietario; se non è residente quest'ultimo deve provvedere al trasferimento della residenza entro 18 mesi. Si può anche accedere alle agevolazioni se l’acquirente dimostra di svolgere la propria attività lavorativa o di studio nel suddetto Comune. Inoltre l’acquirente non deve essere già titolare, esclusivo o in comunione con il coniuge, di diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione su un’altra casa nel territorio del Comune nel quale si trova il “nuovo” immobile. Ovviamente l’acquirente non può accedere alle agevolazioni se ne ha già beneficiato in precedenza. Per poter mantenere il beneficio della “prima casa” è necessario che i beni acquistati con le agevolazioni non siano venduti, donati o dati in permuta nei successivi cinque anni dalla firma; tuttavia è possibile, entro un anno dalla vendita dell’immobile acquistato con i benefici prima casa, comprare un altro immobile da adibire ad abitazione principale, godendo in più di un credito d’imposta. Tale credito è corrispondente all’imposta di registro o all’IVA pagate per l’acquisto della prima casa ora venduta. Il credito d’imposta non può comunque essere superiore a quello dovuto sul secondo acquisto. Quando si perdono le agevolazioni sull'acquisto? in caso di falsa dichiarazione, se non si trasferisce la residenza nel Comune in cui è ubicato l'immobile entro 18 mesi dall'acquisto di quest'ultimo, in caso di vendita o donazione del bene prima di 5 anni dalla data d'acquisto, a meno che entro 12 mesi non si proceda al riacquisto di un altro immobile da adibire a propria abitazione principale. In tali casi si dovrà pagare la differenza d'imposta non versata, una sanzione del 30% calcolata sul totale dell'imposta dovuta e gli interessi legali maturati fino all'accertamento o al ravvedimento.
Immobiliare Ferroni
23 Febbraio 2019

Cos’è, come si calcola e quando si paga la Plusvalenza Immobiliare

Si parla di plusvalenza immobiliare quando dalla vendita di un immobile, comprato qualche anno prima, si ricava un prezzo più alto rispetto a quello d’acquisto. In alcuni casi, però, in cui la plusvalenza immobiliare viene tassata: questo avviene quando dall’acquisto dell’immobile alla vendita dello stesso non sono trascorsi più di 5 anni, ovvero per le cosiddette operazioni speculative. In tal caso infatti, la plusvalenza rappresenta un reddito per il venditore e viene tassata come tale. È bene sottolineare, però, che la plusvalenza si considera solamente per quegli immobili, acquisiti per titolo oneroso (ad esempio per compravendita o per donazione) e non quelli che fanno riferimento a una successione. Per quanto riguarda la vendita dell’immobile donato c’è da fare un’ulteriore precisazione: per il calcolo dei 5 anni non si deve tener conto della data in cui è stata effettuata la donazione, bensì di quella in cui chi dona è entrato in possesso del bene immobile. Non si considera, infine, come operazione speculativa la vendita dell’abitazione adibita ad abitazione principale del venditore o di un suo familiare. Quanto si paga di imposta sulla plusvalenza? Per il calcolo della tassa sulla plusvalenza dell’immobile si applica un’imposta sostitutiva del 20%. Il 20% si calcola esclusivamente sul valore della plusvalenza, ossia sulla differenza che c’è tra il corrispettivo incassato e il costo di acquisizione. Quest’ultimo deve essere però aumentato dei costi eventuali che l’acquirente ha sostenuto per la ristrutturazione dell’immobile. Le migliorie intervenute sull’immobile, le cui relative spese siano state regolarmente registrate, possono essere sottratte dal calcolo della plusvalenza. Immaginiamo di avere una plusvalenza immobiliare di 30.000,00 euro, e di avere spese documentate per il miglioramento dell’immobile di 15.000,00 euro. L’imposta dovrà essere versata soltanto per la differenza tra la plusvalenza e le migliorie documentate, ovvero 15.000,00 euro. Allo scopo del calcolo della base imponibile sulla plusvalenza è bene ricordare che le opere in questione devono essere effettivamente delle migliorie, e che non possono essere fatte rientrare le operazioni ordinarie di manutenzione all’interno di questa categoria. Come si paga e quando l'imposta sulla plusvalenza? Ci sono in realtà due possibili scelte per il contribuente che si trova a dover pagare l’imposta sulla plusvalenza immobiliare: tramite tassazione ordinaria, ovvero si può calcolare la plusvalenza e inserire la stessa sotto la voce “altri redditi” della dichiarazione dei redditi, per poi pagare la relativa aliquota IRPEF di riferimento; oppure si può chiedere in sede di rogito di applicare l'imposta sostitutiva del 20%, che va pagata contestualmente al rogito e che il notaio si preoccuperà di pagare una volta che l’atto sarà registrato per via telematica; Per quanto riguarda la seconda opzione è bene ricordare che non è assolutamente possibile scegliere questo tipo di tassazione successivamente alla chiusura del rogito e che devono farne richiesta tutti gli eventuali venditori, la cui volontà deve dunque concorrere nel caso in cui si tratti di un bene immobile cointestato. Va inoltre ricordato che anche nel caso di pagamento dilazionato, l’imposta sulla plusvalenza è dovuta immediatamente nel caso in cui si dovesse scegliere la seconda opzione. Per chi volesse approfondire la materia segnalo la norma di legge che opera in relazione alle plusvalenze sulle cessioni immobiliari. L’articolo 67 del TUIR, che al comma b) fa appunto riferimento alle plusvalenze che vengono realizzate attraverso la cessione, a titolo oneroso, di immobili che vengano ceduti entro 5 anni dalla loro costruzione o dal loro precedente acquisto. Un'ultima curiosità: I terreni devono pagare la tassa sulla successione? I terreni che siano in possesso di potenziale utilizzazione edificatoria, ovvero che siano edificabili, rientrano nella categoria di immobili che sono soggetti ad una eventuale imposta sulla plusvalenza da immobili. Michele Ferroni - Immobiliare Ferroni
Immobiliare Ferroni
22 Novembre 2018

4 Ragioni che ti fanno perdere la Casa in Affitto che cerchi!

Prendere una casa in affitto potrebbe non sembrare complicato o non richiedere particolari abilità, ma state tranquilli: molto può andare storto! Questo è particolarmente vero se state cercando per la prima volta casa, ma anche le persone con più traslochi alle spalle, potrebbero aver bisogno di un aggiornamento su come diventare l'inquilino più ambito del mercato. Quali sono le buone notizie? I requisiti per affittare un appartamento sono abbastanza facili da ottenere. Le cattive? Se non li conoscete, potreste perdere la casa che desiderate, in particolare con un mercato in rapida evoluzione e con sempre meno offerta. Nel tentativo di risparmiarvi l'imbarazzo e la delusione per esservi fatti scappare la vostra casa preferita, ecco alcuni dei motivi (per dirla senza mezzi termini) per cui i potenziali candidati conduttori non vengono presi in considerazione dai proprietari di casa. 1. Sovrastima di ciò che ci si può permettere Molte persone sottovalutano il reale canone mensile che possono permettersi e, a loro volta, vedono appartamenti che non possono permettersi in base al loro reddito. In generale, i proprietari, e le agenzie immobiliari valutano che il vostro affitto non sia superiore ad 1/3 del reddito. Quindi, se guadagnate € 1.500,00 al mese, dovreste valutare di prendere un appartamento ad un canone di € 500,00 al mese. E se così non fosse potrebbero esserci delle eccezioni? Certo, potreste valutare appartamenti con un affitto più alto se avete un co-firmatario o garante con un reddito dichiarato tale da sciogliere ogni riserva del proprietario o magari avete delle rendite finanziarie. Nel caso di co-firmatario o garante, non ci si aspetta che viva con voi, ma che potrà offrire solo quelle tranquillità rituali, e qualora sia necessario. Anche ai co-firmatari o garanti verranno vagliate le loro credenziali di reddito.  2. Non decidere abbastanza velocemente l mercato degli affitti negli ultimi anni in Italia ha ridotto notevolmente la propria offerta in quanto una parte consistente di esso è stato convertito o assorbito dal mercato turistico, B&B ed affini. Per contro, molti potenziali acquirenti sono diventati potenziali inquilini. Da sempre le soluzioni con il miglior rapporto qualità/dotazione/prezzo vengono rapidamente affittate, quindi è consigliabile muoversi velocemente. Se avete già individuato quello che amate e cercate, non perdere tempo a guardare altre soluzioni. I portali immobiliari più noti offrono molti filtri per selezionare ciò che cercate ed attivando degli alert, a fronte di una registrazione gratuita al sito web, vi trasmetteranno in tempo reale tramite email o sms, le nuove soluzioni disponibili con i requisiti prescelti. 3. Non poter disporre della somma da versare a titolo di deposito cauzionale Generalmente, la legge permette ai proprietari di richiedere agli affittuari di fornire in sede di sottoscrizione del contratto un deposito cauzionale. Questo deposito può arrivare fino a 3 mensilità del canone di locazione. Il deposito cauzionale è come un'assicurazione per il proprietario a garanzia di eventuali danni arrecati dal conduttore alla proprietà. Il padrone di casa potrà attingere a tale deposito per riparare o sostituire in tutto o in parte quanto danneggiato. Se al termine della locazione non verranno constatati danni all'immobile, bensì solo la normale usura, il deposito vi verrà restituito fruttifero degli interessi legali. 4. Referenze incomplete o insufficienti Quando si deve competere con molti potenziali conduttori qualificati e referenziati per prendere una casa in affitto meglio avere disponibili buste paga, cedolini della pensione, dichiarazioni dei redditi, lettere di presentazione dei precedenti proprietari dove si è abitato in precedenza e quanto altro possa rafforzare la vostra candidatura. La precisione e l'accuratezza rappresentano sempre un ottimo biglietto da visita. A tal proposito nei paesi anglosassoni esistono degli elenchi consultabili nei quali compaiono in una sorta di graduatoria i potenziali conduttori. Esistono anche delle cosiddette “black list” dove sono inseriti i conduttori sfrattati, o che hanno creato dei problemi durante il rapporto di locazione. Esistono infine dei siti web che danno delle recensioni ai proprietari di casa, agli inquilini ed anche al condominio. Qualcuno forse porrà la questione della privacy, certo è che poter accedere a delle informazioni vere e aggiornate prima di stipulare un contratto che dura molti anni, permetterebbe di evitare tante debilitanti e costose liti che mandano al collasso i tribunali. Michele Ferroni - Immobiliare Ferroni
Immobiliare Ferroni
25 Ottobre 2018

Ha ancora senso determinare il Valore di una Casa per Metro Quadrato?

Viviamo un momento storico dove l'offerta del mercato immobiliare è di gran lunga superiore alla domanda e necessità d'acquisto. Nonostante una significativa riduzione dei prezzi delle case registrata negli ultimi 10/15 anni ed un costo del denaro ai minimi storici, leggiamo a momenti alterni di una timida ripresa delle compravendite, ma con numeri ancora molto distanti dai valori massimi registrati nei prima anni 2000. Nel mentre, molti punti fermi, certezze, teorie e strategie nel mondo finanziario ed immobiliare sono state riviste e rimodulate a seguito dello “tsunami finanziario americano” del 2008. In questo nuovo scenario ha ancora senso determinare il valore - prezzo di vendita di una casa per metro quadrato? Ancor oggi la maggior parte dei siti web, portali immobiliari e riviste immobiliari indicano la superficie in metri quadrati come secondo parametro, dopo il prezzo, quale elemento di ricerca per individuare le proposte più interessanti nei lunghi elenchi. Molti potenziali acquirenti considerano la superficie e il rapporto prezzo/metro quadrato come fattore determinante per decidere o meno di visitare una casa. Ma ciò non significa che sia l'unico modo, il più accurato e completo per determinare il valore di una casa e confrontarlo con altre. Perché? Semplicemente perché tutte le case sono diverse. La maggior parte delle volte, quando si valuta un'abitazione, possono esserci differenze da piccole a significative. Il valore-prezzo per metro quadrato rappresenta solo una variabile: la dimensione. Ci sono molte altre variabili che possono influenzare il valore della casa. Quali sono? Vediamole insieme. Perché il prezzo per metro quadrato non è un buon indicatore di valore? Le case sono costruite e quindi disponibili: in diversi stili e tipologie, in diverse epoche di costruzione, costruite con materiali diversi, dotate di servizi diversi ed in diverse ubicazioni geografiche. Ogni elemento ha un profondo effetto sul valore-prezzo complessivo di una casa e non ha nulla a che fare con le dimensioni. Il prezzo per metro quadrato inoltre non tiene conto di eventuali migliorie apportate e/o ristrutturazioni. Una cucina nuova o un nuovo impianto di condizionamento aggiungeranno valore ad una casa senza modificare la metratura complessiva della proprietà. Pertanto, due case possono avere esattamente la stessa dimensione, ma possono apparire completamente diverse all'interno. Quali sono i migliori modi per determinare il valore di una casa? Ora che abbiamo chiarito il motivo per cui il prezzo per metro quadrato non è un indicatore accurato di valore, esaminiamo due modi in cui puoi ottenere un'idea migliore di ciò che vale la tua casa. 1. Il metodo migliore per determinare il valore di una casa è il metodo del confronto. Questo è ciò che gli agenti immobiliari, periti e tecnici del settore fanno quando devono calcolare i prezzi per una quotazione. Il confronto di case simili nella stessa zona, in un raggio di 500mt., vi darà la migliore lettura sul valore reale in quel determinato mercato. Quando si misura il valore della propria casa, bisognerebbe cercare innanzitutto stili e tipologie di proprietà simili (ad esempio, appartamenti in condominio o in villetta a schiera). Una volta individuati e confrontati stessi stili di immobili, si inizia a valutare gli elementi specifici della casa confrontando ad esempio stesso numero di camere da letto, bagni e garage, giardini, affacci/vista ecc.. Quindi, prendiamo in considerazione eventuali ristrutturazioni e servizi opzionali come aria condizionata, impianto antifurto ecc.. Se una proprietà viene completamente ristrutturata con nuovi infissi, impianto elettrico domotico ecc.. sarà necessario tenerne opportunamente conto in sede di valutazione del prezzo. Scegliendo case simili, è consigliabile tenere conto delle seguenti variabili: Posizione, dimensione, numero di camere e bagni, condizione / stato d'uso, piano, servizi opzionali/accessori, terreno in caso di ville o case mono/bi/trifamiliari ecc.., vista/panorama/affaccio 2. Un'analisi di mercato comparabile. Si può effettuare una ricerca anche da soli cercando in vecchie riviste del settore (sei mesi - max un anno, non più vecchie) o archivi informatici tipo quelli dell'Agenzia delle Entrate (OMI) della propria città, ma la migliore scelta per ottenere dati accurati sarà di rivolgersi ad un professionista immobiliare competente ed esperto. Applicando questo metodo otterremo informazioni molto più generiche e quindi imprecise, in quanto questi tabulati non riportano dettagli precisi come il piano di una casa o i servizi – accessori di cui essa dispone esprimendo in tal modo un puro valore medio matematico. In merito anche alle ubicazioni o zone, in alcune grandi realtà metropolitane, i quartieri rappresentano delle “città nella città”, ma all'interno di essi le differenze tra una via o una piazza sono talvolta rilevanti. Nei paesi anglosassoni esistono delle figure professionali come periti indipendenti o società che effettuano perizie immobiliari indipendenti. Tali figure accreditate ed autorevolmente riconosciute dai singoli stati, esprimono e fissano il valore di mercato all'immobile nella vendita che dovrà poi essere riproposto dagli agenti immobiliari. Tali “reports” fotografano in modo accurato e realistico la condizione dell'immobile evidenziando oggettivamente ogni pregio e difetto dello stesso. In Italia tale attività dovrebbe essere svolta da “periti esperti del Tribunale” che di fatto intervengono solo in occasione particolari come procedure fallimentari, ecc.., o se chiamati in causa durante contenziosi civili e penali da giudici, pubblici ministeri e avvocati di parte. Tuttavia il loro ruolo, la loro terzietà e dedizione non è paragonabile a quella anglosassone, poiché gli stessi sono contemporaneamente professionisti iscritti a ben più prestigiosi e remunerativi albi professionali quali geometri, architetti, ingegneri, dove esercitano prevalentemente la loro attività. Va sottolineato inoltre, per dovere di cronaca, che la qualità e quantità di dati/informazioni a disposizione di tali tecnici, sono molto diversi e talvolta molto difficilmente reperibili in Italia, quasi in tempo reale e facilmente ottenibili invece nei paesi anglosassoni. Le considerazioni espresse in questo articolo sono un tentativo di spiegare, dopo oltre 22 anni di attività nel settore, perché talvolta case simili tra loro vengono vendute a prezzi significativamente diversi. Ricordiamoci sempre che i presupposti di una vendita effettuata entro 90/120 gg ed a valori di mercato partono da una corretta valutazione iniziale effettuata da professionisti esperti. I venditori pensano sempre che la loro casa valga più del valore effettivo di mercato, a causa del loro attaccamento personale. In effetti, è difficile ridimensionare anni o decenni di ricordi in una casa ad un numero. È anche difficile accettare che la tua casa valga meno di quello che l'hai pagata, o che puoi limitarti a realizzare solo parte del prezzo delle ristrutturazione che hai effettuato. In media, i lavori di ristrutturazione raccoglieranno solo un ritorno sull'investimento del 64% (dato ricavato da statistiche americane del settore immobiliare), anche se questo varia in base al tipo di intervento che hai effettuato. In conclusione, poiché la stragrande maggioranza delle operazioni di compravendite residenziali vengono effettuare tra due soggetti privati, ricordiamoci che queste vengono fatte “a corpo e non a misura”! Michele Ferroni - Immobiliare Ferroni
Immobiliare Ferroni
20 Settembre 2018

11 Cose da Fare prima di Trasferirsi in una Nuova Casa

Ecco l'elenco definitivo di tutte le cose che dovresti fare prima di trasferirti nella tua nuova casa. Ammettiamolo, durante il trasloco in una nuova casa l'eccitazione può giocare brutti scherzi, ed è facile dimenticare alcuni compiti importanti. Inoltre, alcune cose andrebbero fatte quando la nuova casa è ancora vuota, ovvero prima che scatole e mobili vi prendano posto. Se sei in procinto di affrontare un trasloco o un trasferimento in un'altra città, prima di muoverti o nel caso ti sia già trasferito, controlla questa lista per sapere cosa dovrebbe essere fatto prima di stabilirti. 1. Aprire le nuove utenze Elettricità, gas, acqua, generalmente non saranno attive al tuo arrivo. Fai in modo che tutte le tue utenze vengano aperte o intestate a tuo nome prima di prendere possesso della tua nuova casa. Molti venditori entro il termine del rogito notarile si preoccupano di chiudere le proprie utenze. 2. Verificare la connessione internet Stai pianificando di vedere la finale di Champions League, il GP di F1 o l'ultima sitcom su Netflix una volta effettuato il trasloco? Meglio sapere prima quale azienda offre il miglior pacchetto servizi o la miglior connessione internet nella zona. 3. Fare una pulizia profonda Quale momento è migliore e opportuno per effettuare una profonda pulizia di casa se non quando essa è completamente vuota? Che tu lo faccia in prima persona o che tu voglia affidarti ad una ditta specializzata, questo è il momento giusto per farlo. 4. Cambiare le serrature di casa Questa è una basilare misura di sicurezza; tuttavia, non può essere fatta fino a dopo “la firma” del rogito notarile. 5. Riconfigurare il sistema di allarme Se la casa ha già installato un sistema di sicurezza, chiama il fornitore/installatore per riconfigurare password e riconfiguare il servizio impostato. 6. Affrontare importanti ristrutturazioni L'ultima cosa che vuoi fare è convivere con una ristrutturazione nella nuova casa quando già vi abiti. Quindi, se vuoi ridipingere la casa, cambiare un sanitario, un infisso, o fare altri lavori di ristrutturazione, pianificali con anticipo. Prima della firma del rogito notarile, attivati per effettuare sopralluoghi ed ottenere dei preventivi su tempi e costi per gli interventi che reputi necessari nella tua nuova casa. Potresti guadagnare tempo e denaro in questo modo, ma ricordati, salvo altro accordo, potrai iniziare i tuoi lavori solo quando la casa sarà tua!! 7. Stipulare una polizza assicurativa sulla casa Immagina di svegliarti una mattina con una caldaia rotta o una lavatrice che perde nella tua nuova casa. Una garanzia domestica copre i costi di riparazione di molti elettrodomestici e la copertura di base talvolta costa meno di quanto pensi. 8. Conoscere la tua nuova casa Scopri dove si trovano i tuoi contatori di luce, gas, acqua, le valvole di intercettazione principale, il “salvavita”. Così ad esempio, se durante una cena ti dovesse “saltare la corrente” saprai dove “mettere le mani” anziché chiamare i Vigili del Fuoco! 9. La casa a prova di bambino Avete bambini? Ogni anno, migliaia di bambini sono ricoverati in ospedale a causa di incidenti in casa. Quindi, prima che i tuoi “pargoli” inizino a gironzolare per casa, prendi provvedimenti per rendere completamente a prova di bambino la tua nuova casa. 10. Inoltrare la tua posta Non dimenticare di aggiornare il tuo indirizzo con il servizio postale. (Visita il sito web ufficiale di Poste Italiane per verificare il servizio “Seguimi” https://www.poste.it/prodotti/servizio-seguimi.html) Nota: questa modifica ti permetterà di ricevere periodici, riviste e giornali che già ricevi tramite abbonamento al tuo nuovo indirizzo, dopo lo spostamento. 11. Aggiornare il tuo indirizzo di fatturazione Avvisare le società di carte di credito, banche o altre istituzioni finanziarie del nuovo indirizzo. Inoltre, se acquisti spesso qualcosa da un sito web, puoi evitare un mal di testa futuro aggiornando il tuo profilo con il tuo nuovo indirizzo. Immobiliare Ferroni
Immobiliare Ferroni
18 Marzo 2018

L’Amministratore di Condominio

L’amministratore di condominio è il soggetto che si occupa l’amministrazione ordinaria e straordinaria dei beni comuni e servizi ad essi connessi. Tale ruolo può essere svolto da una persona fisica o da una società in possesso dei requisiti indicati dalla legge e ricopre funzioni esecutive rispetto a quanto deciso dall’assemblea condominiale. Per la legge italiana è il “rappresentante legale del condominio” al quale sono attribuiti determinati compiti. La legge di riferimento n.220 dell’11 dicembre 2012 non definisce quale forma deve assumere l'eventuale società bensì prescrive una serie di requisiti che l’amministratore-persona fisica deve possedere. La nomina Per la validità della nomina è sempre necessaria la maggioranza dei condomini presenti all’assemblea che rappresentino almeno la metà del valore dello stabile. Compiti e doveri dell’amministratore a) In primo luogo la rappresentanza dei condomini. Ciò significa che nell’ambito dei suoi poteri e doveri egli rappresenta i condomini e può promuovere azioni giudiziali nell’interesse del condominio, sia contro terzi sia contro i condomini. Si pensi al caso in cui debba recuperare da un condomino moroso le spese di riscaldamento. Allo stesso modo chi intende promuovere una causa contro il condominio (o anche solo inviare solleciti o comunicazioni) deve notificare presso l’amministratore tutti gli atti. b) Obblighi: l’amministratore deve: all’atto di nomina (e ad ogni rinnovo incarico) comunicare i propri dati anagrafici e professionali e il luogo dove vengono tenuti i registri dell’anagrafe condominiale, dei verbali e delle revoche nonché della contabilità specificando giorni e ore in cui gli interessati possono prenderne visione gratuitamente, stipulare una propria polizza professionale, se richiesto dai condomini come condizione per la nomina, adeguare i massimali di polizza quando nel periodo del suo incarico vengono deliberati lavori straordinari, affiggere sul luogo d'accesso al condominio un documento riportante tutti i suoi riferimenti di contatto (o di colui il quale eserciti tale mansione pro-tempore, qualora non vi sia l'amministratore), aprire conto corrente dedicato al condominio e a fare transitare su questo le somme ricevute (a qualunque titolo) dai condomini o da terzi e quelle erogate per conto del condominio, alla cessazione dell’incarico, consegnare tutta la documentazione in suo possesso riguardante il condominio ed i singoli condomini e ad eseguire tutte le attività urgenti per evitare danni per gli interessi comuni, agire per il recupero forzoso delle somme dovute al condominio entro 6 mesi dalla chiusura dell’esercizio salvo che l’assemblea lo dispensi espressamente. c) Doveri: l’amministratore deve sempre: eseguire le deliberazioni dell'assemblea, convocare l’assemblea annuale per l'approvazione del rendiconto condominiale, garantire il rispetto e l’osservanza del regolamento di condominio, disciplinare l’uso delle cose/beni comuni e l’utilizzo dei servizi in modo tale che tutti possano goderne, riscuotere i contributi, erogare le spese necessarie per la manutenzione ordinaria delle parti comuni dello stabile e per l'esercizio dei servizi comuni, compiere tutti gli atti per conservare le parti comuni dell’edificio, aver cura degli adempimenti fiscali, tenere il registro dell’anagrafe condominiale, nel quale annotare i dati dei singoli proprietari e degli altri titolari di diritti sui singoli alloggi, specificando i dati catastali e quelli relativi alle condizioni di sicurezza delle parti comuni, aver cura della tenuta del registro dei verbali delle assemblee, aver cura della tenuta del registro di nomina e di revoca dell’amministratore, aver cura della tenuta del registro di contabilità, conservare la documentazione riguardante la propria gestione, in caso di richiesta dei condomini fornire una attestazione riguardo allo stato dei pagamenti degli oneri condominiali e allo stato delle cause in corso, predisporre il rendiconto condominiale annuale della gestione e convocare l’assemblea per la relativa approvazione entro 180 giorni. Compenso amministratore L’amministratore nel momento in cui accetta la nomina deve specificare, voce per voce, l’importo richiesto a titolo di compenso per l’attività che svolgerà. In caso di omissione di tale formalità, la nomina sarà da considersi nulla. Nomina, durata e revoca incarico amministratore La sua nomina è obbligatoria solo quando vi sono più di otto condomini. Sotto tale soglia è facoltativo. Il suo incarico dura un anno con rinnovo automatico ma l'assemblea ha la facoltà di revocare l'incarico con le modalità previste nel regolamento di condominio. Se il regolamento non disciplina la revoca dell’amministratore occorre una delibera favorevole dell’assemblea con la maggioranza dei presenti che rappresenti almeno la metà del valore dello stabile. La revoca può però essere anche disposta dall’autorità giudiziaria su richiesta anche solo di uno dei condomini se ricorrono alcuni gravi motivi stabiliti dalla legge ed, in particolare, quando l’amministratore non adempie agli obblighi e doveri indicati in precedenza.
Immobiliare Ferroni
19 Novembre 2017

Sei proprietario di una casa e la vuoi vendere al meglio? Applica queste 7 strategie!

Con una prospettiva per il mercato immobiliare italiano di lenta ma progressiva ripartenza, vediamo i modi in cui i venditori possono cercare di ottenere il miglior prezzo per la loro proprietà. Il nostro mercato, a differenza degli altri ed in particolare di quelli anglosassoni, non è ancora in grado di fornire quasi in tempo reale dei dati significativi su trends ed andamenti di: compravendite, prezzi e quotazioni al metro quadrato, mutui ipotecari ed altro. Grazie ad alcuni istituti di ricerca ed autorevoli portali immobiliari tra cui: Nomisma ed Immobiliare.it, Casa.it riceviamo delle utili indicazioni, in attesa dei dati ufficiali emanati dall'Agenzia delle Entrate. Sei proprietario di una casa e la vuoi vendere al meglio? Applica queste 7 strategie! Con una prospettiva per il mercato immobiliare italiano di lenta ma progressiva ripartenza, dove anche secondo il 2° Rapporto 2017 sul Mercato Immobiliare di Nomisma, nelle 13 grandi città monitorate dall’Osservatorio si registra una sostanziale stabilità dei prezzi delle abitazioni, esaminiamo i modi in cui i venditori possono assicurarsi di ottenere il miglior prezzo per la loro proprietà. 1. Menzionare le scuole Mentre la domanda di alloggi secondo Nomisma, attraverso un’indagine condotta su un campione rappresentativo di famiglie italiane, registra un sostanziale congelamento delle intenzioni di acquisto, la domanda di buone scuole non lo è. Se vivete in un'area o quartiere dove sono presenti istituti scolastici o università “eccellenti”, utilizzatelo come elemento di valorizzazione della vostra proprietà. Ciò è ancora più importante in concomitanza agli inizi di scuole e corsi di laurea. Tale elemento da noi non è ancora così determinante, ma in altri paesi del mondo tale aspetto rappresenta un 30-40% degli elementi che determinano la scelta, nelle menti degli acquirenti, dove acquistare casa. 2. Approfondire le possibilità urbanistiche concesse dai Comuni Ci sono molti modi per aggiungere valore a una proprietà senza dover spendere una fortuna in home staging o ristrutturazioni per presentare la casa al meglio. Uno è quello di approfondire e sviluppare le possibilità urbanistiche previste dai vari “Piani Casa” ed affini, in particolare per case indipendenti, ville, rustici e loro pertinenze e lotti di terreno edificabili, ottenendo già il permesso di costruire o l'approvazione del progetto. Questo piccolo investimento aiuterà gli acquirenti a vedere il pieno potenziale della vostra offerta e l'opportunità di aggiungere valore al loro prossimo investimento. 3. Partire da un prezzo di vendita reale In un mercato saturo di offerta, i potenziali acquirenti tendono ad escludere sistematicamente le offerte presenti da troppo tempo sul mercato o quelle ritenute, a torto o ragione, “fuori prezzo”. Richiedere valutazioni da agenti immobiliari esperti e che conoscono realmente il territorio e togliere dal prezzo di vendita iniziale qualche punto percentuale per competere al meglio con quanto già presente sul mercato. Andrete ad intercettare molte visite e potrete giocarvi al meglio le vostre possibilità di vendita. 4. Utilizzare degli incentivi Se volete ottenere una vendita rapida, offrite incentivi ai potenziali acquirenti che li possano “stuzzicare l'appetito”. Ci sono molte possibilità attuabili, ma ciò dipende dal singolo venditore. Alcuni venditori lasciano “optionals” aggiunti in un secondo momento all'immobile compresi nel prezzo come: impianti d'aria condizionata, stufe a pellet, impianti domotici, arredi o parti di essi, fino ad arrivare al pagamento della parcella del notaio, normalmente a carico dell'acquirente. Per gli immobili recentemente ristrutturati si potrebbero “girare” le detrazioni fiscali residue a nome del nuovo acquirente. 5. Frazionare lotto di terreno o immobili con terreni Se si dispone di una tenuta o di una casa con lotti di terreno significativi, considerare l'ipotesi di dividerli in modo tale da non pregiudicare l'interesse dell'immobile o della proprietà, bensì di rendere più accessibili e attraenti le superfici ed il prezzo richiesto. Tale ipotesi è applicabile anche nel caso di terreni edificabili o agricoli. Un questi ultimi due casi, nel primo si potrebbero invogliare più componenti dello stesso nucleo familiare ad effettuare l'acquisto, genitori-figli ad esempio, mentre nel secondo, l'idea di avere uno sconosciuto non gradito o un concorrente commerciale sul terreno agricolo confinante potrebbe indurre l'acquirente ad acquistare più del necessario. 6. Visite “open day” In Italia non è ancora entrato nelle abitudini di chi vende un'immobile, ma quando un'immobile è sul mercato, valutare di fare una o più giornate intere dedicate alla visita di esso. Questa strategia potrebbe: intercettare più acquirenti che hanno limitate possibilità temporali per vedere immobili. Gli acquirenti inoltre possono “vivere” più a lungo la casa e vederla in diversi momenti della giornata, magari in un ambiente rilassato e già predisposto all'accoglienza. Magari a qualcuno potrà dare fastidio, però la contemporanea presenza di più potenziali acquirenti potrebbe spingere il loro desiderio d'acquisto e fare un'offerta prima degli altri. 7. Avere fiducia nell'agente immobiliare incaricato Infine, l'agente immobiliare che avete scelto, tutte queste strategie ed altre, se è un professionista esperto e competente già le conosce e le applicherà di volta in volta nel modo migliore per arrivare a raccogliere la miglior offerta possibile. Il vostro agente ha attuato queste strategie centinaia e migliaia di volte prima. Sappiate che sul mercato, tutto può succedere, ma le cose migliori si verificano se si ha una buona strategia e la si implementa bene e con oculatezza. Siate pazienti, ascoltate i consigli e fidatevi dell'esperienza dell'Immobiliare Ferroni.  
Immobiliare Ferroni
29 Agosto 2017

Risparmio energetico in casa. Suggerimenti e consigli per risparmiare energia e ridurre il costo delle bollette

Ci piace avere case calde e accoglienti in inverno, e fresche in estate, ma le bollette energetiche che ci arriveranno condizioneranno inevitabilmente le nostre abitudini quotidiane. Infatti, secondo un osservatorio di Facile.it, un nucleo familiare italiano composto mediamente da 2,53 componenti spenderà nel 2017 solo per l'utenza “luce” circa €622 contro €636 del 2016, per un'abitazione di 79,43mq. Mentre per l'utenza “gas”, secondo Sostariffe.it la spesa media è tra i €1000 e €1200 annui. Fortunatamente, con oculati aggiornamenti all'interno della casa, progetti poco costosi e persino piccoli cambiamenti nella “routine” possono generare notevoli risparmi. Verificare il certificato A.P.E. ed il relativo indice di prestazione energetica è una prima buona abitudine, quando si è alla ricerca di una nuova casa, sia essa in affitto o in acquisto. Questa caratteristica non rappresenta purtroppo ancora un elemento decisivo e prioritario nella valutazione finale. Ciò è comprensibile se la scelta ricade in un centro storico dove gli edifici possono essere stati costruiti anche 400 o 500 anni fa, ottenendo quindi un A.P.E. in “classe G”, mentre nelle periferie o nelle provincie italiane dove vi sono oggi circa 450.000 immobili nuovi ed invenduti, con migliori performance energetiche, molte delle quali tra la “classe B e C”. Quando si è a “caccia” di una nuova casa, si dovrebbe fare attenzione anche a questi dettagli della costruzione come: infissi con vetro camera, coibentazioni e cappotti termici, tetti ventilati, elettrodomestici moderni quando presenti, luci a led, riscaldamenti a pavimento con caldaie a condensazione, sistemi di raffrescamento con tecnologia “inverter”,pannelli solari e fotovoltaici, ovvero elementi che possono avere grandi impatti sull'utilizzo di energia domestica. Anche l'esposizione luminosa di una casa, in direzione sud o nord, possono aumentare i costi energetici. Se la vostra “casa dei sogni” non dispone di nessuno degli elementi descritti in precedenza, non c'è bisogno di disperarsi. Tali “mancanze” vi consentiranno di negoziare il prezzo al ribasso con il venditore o locatore. Per le valutazione di apparecchi connessi all'anergia, elettrodomestici ed attrezzature importanti, vi rimandiamo alle indicazioni fornite dal sito www.enea.it. L'acquisto di nuovi elettrodomestici e attrezzature efficienti è facile poichè a partire dal 1998 l'ENEA, recependo la direttiva 92/75/CEE, ha introdotto l'etichetta con il costo operativo stimato annuo. Di seguito troverete il dettaglio tecnico: http://www.enea.it/it/pubblicazioni/pdf-opuscoli/OpuscoloEtichettaEnergetica.pdf Con circa la metà di tutte le spese energetiche dipendenti da riscaldamento, raffreddamento, ventilazione e climatizzazione, esse dovrebbero essere una priorità per ogni proprietario di abitazione. Potete trovare “guide esperte e consigli” per un corretto efficientamento energetico anche presso i principali fornitori di servizi municipalizzati e privati. Le aziende produttrici di elettrodomestici inoltre possono offrire buone indicazioni al riguardo. Ricordiamo infine che sono tutt'ora in vigore e possono essere utilizzati dai privati dei bonus fiscali ed agevolazioni specifiche per aggiornamenti ed efficientamento energetico, che fin da subito vi permetteranno di abbassare la fattura mensile o rendere più confortevole la vostra casa in condizioni estreme. Di seguito troverete il dettaglio tecnico: http://www.enea.it/it/Stampa/news/energia-ecobonus-e-incentivi-vademecum-enea-su-novita-e-conferme-per-il-2017
Immobiliare Ferroni
17 Luglio 2017