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Auto elettrica, le colonnine di ricarica nel condominio e nei singoli garages.

Novembre 21, 2019

Molti italiani stanno valutando l’acquisto di un autoveicolo elettrico. Il mercato automobilistico è in grande fermento in tutto il mondo, e questo fenomeno ancora marginale in Italia, crescerà significativamente nei prossimi anni, ponendo nel contempo nuove problematiche. Una di queste è senz’altro relativa all’inserimento delle colonnine della ricarica all’interno dei condomini. Si può chiedere al condominio di installare prese adatte alla ricarica di auto elettriche? Quali maggioranze servono? Come si ripartono le spese?

L’acquisto e l’installazione degli impianti possono essere deliberati, in prima o in seconda convocazione, a maggioranza (secondo comma articolo 17-quinquies decreto legge 22/6/2012, n. 83). La spesa va ripartita in base ai millesimi di proprietà salvo diversa convenzione, mentre quella riguardante la ricarica va ripartita in base al consumo registrato dall’accorgimento tecnico consigliato dall’installatore. Se il condominio non assume la delibera entro tre mesi dalla richiesta scritta, il condomino interessato può installare il dispositivo a proprie spese. Gli altri condomini potranno in ogni tempo partecipare ai vantaggi dell’innovazione, contribuendo alle spese di manutenzione ed esecuzione dell’opera, attualizzate al valore della moneta.



Un altro tema è legato all’installazione di una colonnina all’interno di un garage. Enel X società leader del settore (tra gli altri operatori ci sono A2A, Acea, Iren e Hera), punta a installare in Italia 14 mila colonnine elettriche entro il 2020 e 28 mila entro il 2022. Il piano al quale fa riferimento la divisione del gruppo Enel dedicata ai prodotti innovativi e soluzioni digitali, uno dei cui business è la mobilità elettrica, prevede un investimento fino a 300 milioni di euro. Attualmente Enel X ha già installato 6500 punti di ricarica (al ritmo di oltre 150 a settimana), alcuni dei quali sono in corso di attivazione.

Ma quanto costano?

Le JuiceBox (o wall box, ossia box a parete), punti di ricarica principalmente per uso domestico, sono apparati intelligenti che si possono acquistare al costo complessivo di mille euro. Sono inoltre stati studiati degli accordi con il settore automotive per proporre pacchetti che permettano di comprare una wall box contestualmente all’acquisto del veicolo elettrico. Una volta acquistata la JuiceBox, un tecnico di Enel si occupa di fare un breve sopralluogo a casa dell’acquirente. Quindi, se la potenza è sufficiente, si collega la wall box al contatore domestico, oppure si chiede un allaccio dedicato. Dovranno essere redatti ed introdotti nuovi protocolli di sicurezza condominiali da integrare nei regolamenti di condominio, come per quanto è già accaduto in passato per le auto alimentate a gpl e metano.



La speranza tuttavia è che tali nuovi provvedimenti siano sincronizzati ed aggiornati periodicamente alle ultime evoluzioni tecniche degli impianti, poiché è ancora frequente purtroppo trovare regolamenti condominiali che impediscono il parcheggio al piano terreno o al primo interrato di autoveicoli alimentati a gpl, nonostante l’entrata in vigore del Decreto 22 novembre 2002 del Ministero dell’Interno, pubblicato sulla G.U. n.283 del 3 dicembre 2002, il quale afferma che gli autoveicoli a GPL che montano un impianto dotato di sistema di sicurezza conforme al regolamento ECE/ONU 67-01 (tutte quelle auto sulle quali l’impianto è stato installato dopo il 1 gennaio 2001), possono parcheggiare al primo piano interrato delle autorimesse, anche se organizzate su più piani interrati.

Staremo a vedere!

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